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martedì 6 settembre 2011

Scugnizzeria - Napoli: GENNARO TUTINO (1996) - Italia


nome: GENNARO
cognome: TUTINO

data di nascita: 20 agosto 1996
luogo di nascita: Napoli [Campania - ITALIA]

ruolo: Attaccante Esterno
piede preferito: destro

Altezza: 177 cm
Peso: 69 kg

Squadra attuale: SSC NAPOLI [Allievi Nazionali, Girone C ]
Numero di maglia: # 7


C’era una volta Mario Astorri, “‘o sceriffo dell’ala destra” che tra il 1949 
e il 1953 infiammò gli spalti dello stadio Arturo Collana, il glorioso impianto oggigiorno abbandonato al suo destino nel celeberrimo quartiere collinare 
del Vomero e su cui la nuova giunta comunale partenopea ha promesso di intervenire in tempi brevi e con spirito costruttivo. Malgrado le origini piacentine, il guizzante numero sette formatosi tra Veneto (Mestre, Schio e Venezia) ed Emilia Romagna (Ferrara e la Spal del mitico Paolo Mazza) fu idealmente adottato dal caloroso pubblico meridionale, che lo rinfrancò dalle contraddittorie esperienze vissute con Juventus ed Atalanta. Nell’estate del ’47, infatti, aveva lasciato polemicamente la maglia bianconera, vivendo un solo campionato condito però da 17 reti in 23 presenze, che ne fanno ancor adesso uno dei giocatori con la miglior media realizzativa nella storia dei torinesi, 
ed anche nel biennio successivo in terra lombarda pagò la sua cocciutaggine nel voler essere schierato da centravanti puro piuttosto che largo sulla fascia. Eppure, fu proprio su quella vituperata banda laterale che trovò la propria dimensione ideale di gioco grazie all’allenatore Eraldo Monzeglio, l’ex bi-campione del mondo che lo alternò da centrattacco con il funambolico jugoslavo Ivo Šuprina per la promozione del Ciuccio in Serie A dopo due anni di cadetteria (1949/50, primo posto in graduatoria con un punto di vantaggio sull’Udinese), prima di sfruttarne definitivamente le scorribande negli spazi aperti dall’approdo in azzurro del bomber Amedeo Amadei, allargando 
Astorri sul fronte offensivo opposto alla saetta kosovara Naim Krieziu per la consacrazione definitiva: ventuno gustose ciliegine assaporate in un biennio 
di massima divisione, costellato da due seste piazze consecutive in classifica, 
e poi una prestigiosa quarta casella nel 1952-53, stavolta in panchina per lasciar spazio al tridente nuovo di zecca voluto dal vulcanico capopopolo Achille Lauro, con Giancarlo Vitali e Bruno Pesaola ai fianchi di Hasse Jeppson, 'o Banco 'e Napule venuto dalla Svezia a seguito di fugaci 
seppur feconde parentesi tra Charlton e Bergamo.

Analizzando in quest’ottica la stagione da incorniciare del Napoli Giovanissimi 2010/2011, meritoria compagine vice-campione d’Italia, 
ci si imbatte nella figura di una poderosa ala d’attacco, capace di garantire standard di prolificità piuttosto cospicui a dispetto di una collocazione tattica similmente decentrata verso l’out esterno. Stiamo parlando di Gennaro Tutino, uno dei gioiellini più rilucenti di quel rinnovato vivaio che prospera 
ed alimenta i propri sogni di gloria sulle pendici del Vesuvio, alla spasmodica ricerca di una credibilità che sembrava definitivamente compromessa appena sette anni fa, quando le drammatiche vicissitudini societarie portarono allo smantellamento coatto di ogni attività calcistica e nonostante un passato 
dal blasone tanto ingombrante.

Il suo nome comincia a divenire un tormentone tra gli operatori di mercato giovanile proprio in quei mesi a cavallo tra il 2004 e il 2005, quando in contemporanea con il frenetico battage che porterà all’avvento di Aurelio 
De Laurentiis alla tolda di comando azzurra, il ragazzo muove intanto i primi passi nella Juve Domizia, la scuola calcio con sede a Giugliano (il comune non capoluogo di provincia più popoloso della Penisola, situato appunto nell’hinterland partenopeo) sorta nel 1998 per mano di Gennaro Di Razza. Con i Pulcini gialloblu, infatti, il piccolo Genny si è meritato una serie di provini dall’altra parte dello Stivale (le “tre grandi storiche” Inter-Milan-Juventus, ma anche Brescia ed Atalanta, con le due società nerazzurre lombarde particolarmente interessate all’acquisto), per poi optare per una scelta di vita e restare ancorato alle proprie radici, aggregandosi alfine 
al Napoli nell’estate 2008.

In maglia azzurra conferma un fiuto per il gol inusuale in rapporto al ruolo defilato che ricopre negli schemi, mettendo nel carniere personale 30 gol 
tra Giovanissimi Provinciali (10 nel 2008/2009) e Regionali (ben 20 nell’annata susseguente), ed acuendo i rimpianti delle passate pretendenti durante la ventesima edizione del “Trofeo Sanitas - Città di Cairo Montenotte”(maggio 2010), allorquando contribuisce con una grande prestazione alla prematura uscita di scena dell’Inter (2-0 agli ottavi), in un filotto positivo in cui cadono sotto i colpi napoletani anche la Sampdoria (2-0) ed i danesi del Brøndby IF (2-1), a loro volta bravi a centrare un’impresa nell’eliminare il favorito Barcellona, per giunta con lo stesso punteggio. 
Al contempo, i campani vivranno il primo approccio con quella che si rivelerà essere un’insuperabile bestia nera a questi livelli, quella Fiorentina capace di vincere l’atto conclusivo sia in quest’occasione ligure (1-2, rete della bandiera siglata da Tutino) che in quella ben più amara della Final Eight Scudetto 2011 (0-3 lo scorso 16 giugno), infrangendo i sogni di uno storico titolo 
mai assegnato a club italiani geograficamente a sud di Roma.

Attaccante esterno duttile e fantasioso, a suo agio soprattutto in un tridente, appare sovente irresistibile in progressione ed è sfrontato al punto giusto 
nello sfidare gli avversari in campo aperto, anche grazie ad una muscolatura piuttosto sviluppata negli arti inferiori ed uno scatto bruciante nel cambio 
di passo. Nonostante le doti naturali nell’uno contro uno, fa dell’altruismo 
una delle qualità prominenti del suo repertorio, prediligendo sfornare assist a ripetizione per i colleghi di reparto dalla banda destra del fronte offensivo, scorrazzando non di rado sul lato opposto per accentrarsi; se in condizione fisica ottimale, è una vera e propria spina nel fianco per qualunque assetto difensivo. In caso di necessità, può essere adoperato anche da seconda punta in appoggio ad un centravanti che gli disserri gli spazi, ma in un siffatto spartito tattico denota ancora qualche imbarazzo ed una certa fatica a trovare i movimenti giusti per vie centrali. Ragion per cui potrebbe lavorare in tal senso per completare il proprio bagaglio e fornire una gamma più ampia di opzioni all’allenatore. Altro piccolo appunto: considerata la stazza accettabile, potrebbe cimentarsi nel gioco aereo con maggior convinzione.





Con 16 reti complessive nel Girone F, Gennaro è stato il vice-capocannoniere degli azzurri nella Regular Season, forte di quattro doppiette rifilate ad Atletico Roma (6-0), Pomezia (2-0), Isola Liri (5-0) e Juve Stabia (3-0, nel derby che ha inaugurato la stagione il 19 settembre 2010), segnalandosi poi come rifinitore principe per il bomber scelto Antonio Gagliardi (attestatosi a quota 18). Un cammino d’alta classifica sorprendente solo in parte, chiuso alle spalle dell’unica avversaria capace di uscire indenne dal duplice confronto diretto tanto all’andata (0-2, la sola sconfitta dei campani) quanto al ritorno (1-1 al Campo Kennedy di Marano), ossia il Frosinone, specie alla luce del trionfo partenopeo nella seconda edizione della JSF15 (Viareggio Junior Cup, 1/3 marzo) - categoria Giovanissimi, manifestazione parallela alla tradizionale Coppa Carnevale riservata ai Primavera. Tutino è stato fondamentale nella semifinale col Livorno, quando ha pareggiato al 33’ l’iniziale vantaggio di Muzzillo per poi permettere al compagno Boemio di chiudere i conti allo scadere, ma l’artefice principe della cavalcata si è rivelato essere l’estroso prospetto di Cimitile Felice Gaetano, insignito del premio di “Miglior Talento Emergente” in Versilia, laddove ha griffato le proprie performance con sigilli d’autore, tanto per cambiare determinanti ai fini del risultato: un sinistro velenoso pennellato dall’interno dell’area di rigore ai danni dell’Empoli per la leadership nel Girone C (1-0), 
ed un destro secco andato a morire in quel sette vanamente difeso dal portiere marchigiano dell’Atalanta, Pierpaolo Boccanera, alla mezz’ora dell’atto conclusivo (1-0 nel suggestivo scenario dello Stadio dei Pini).

L’intesa ad alto tasso spettacolare tra i due coetanei è stata un punto di forza assoluto per la squadra di mister Nicola Liguori lungo dodici mesi intensi, corroborata dalla disciplina di Antonio Romano (schermo protettivo 
nel cuore della linea mediana), gli inserimenti sempre pericolosi di Luca Palmierola spinta propulsiva del terzino scuola-Somma Vesuviana Vincenzo Guardiglio e l’affidabilità del difensore Marco Supino, senza sottovalutare l’apporto realizzativo assicurato in alternativa da Alessandro Di Fiore o dal classe 1997 Salvatore De Iorio. Ad ogni modo, il ruolino 
di marcia di Tutino è proseguito sulla consueta falsariga positiva anche nella fase ad eliminazione diretta del campionato, in cui ha esordito con un’altra doppia marcatura, stavolta da opportunista, in casa del Prato (2-2 in terra toscana nell’andata dei sedicesimi, fondamentale Gaetano nello smarcarlo), prima di castigare il Catania nel turno successivo (2-0 in Sicilia, involandosi sul suggerimento di Palmiero per incrociare in diagonale col sinistro) e far esplodere di gioia i supporters al seguito degli azzurri contro il Parma (2-2), firmando con caparbietà nei minuti di recupero un pareggio che si sarebbe rivelato decisivo per il raggiungimento della finalissima, poi persa a vantaggio dei suddetti gigliati.

Ammiratore di Cristiano Ronaldo (a partire dal look), ha iniziato 
il 2011/2012  non accusando affatto la promozione negli Allievi Nazionali 
a differenza di alcuni sodali rivelatisi ancora acerbi, ed ergendosi a sfortunato protagonista delle due sconfitte patite negli iniziali impegni in calendario 
di fronte a Lecce (1-2) e Pescara (pesante 1-4 in Abruzzo). Forse per questo motivo il CT dell’Italia Under 17 Daniele Zoratto ha deciso di aggregarlo alla spedizione in Danimarca, che ha portato una sofferta ammissione alla Fase Elite degli Europei di categoria, unico giocatore nativo del 1996 in una rosa costituita da elementi del ’95 insieme al parmense Alberto Cerri, autore 
del gol decisivo alle spese dell’Austria (3-2 nei minuti di recupero, strappato 
con le unghie il 17 ottobre 2011 a Hvidovre). Tornato in patria, Gennaro ha regalato al Napoli la prima vittoria stagionale ai danni della Reggina (3-1 in trasferta) con una doppietta da applausi, andando poi ancora in rete malgrado gli ulteriori passi falsi susseguenti (2-3 in casa della Lazio di coach Simone Inzaghi e il clamoroso 1-3 di un Gubbio corsaro sotto la pioggia battente 
di un pomeriggio novembrino), giusto per ribadire le proprie caratteristiche 
di prospetto in piena crescita esponenziale, sia in termini di rendimento 
che di fiducia nel proprio bagaglio tecnico.

Un segnale in ottica futura molto chiaro anche per la dirigenza, al pari 
di quelli che provengono dalle prestazioni in Serie B fornite dai vari Lorenzo Insigne (ed occhio al fratellino Roberto, più giovane di tre anni ma baciato dallo stesso innegabile talento…), Camillo Ciano e Raffaele Maiello, per tacer di elementi come Jacopo Dezi, Giuseppe FornitoEmanuele Allegra 
o Giuseppe Nicolao, affinché si possa tramutare in realtà il ritrito slogan mediatico della “scugnizzeria modello-Barça, magari evitando di andare a pescare altrove giocatori sopravvalutati, presunti fuoriclasse sudamericani e/o onesti comprimari avviatisi verso il viale del tramonto nella loro carriera, insomma coloro i quali arricchiscono esclusivamente ben noti ed esosi procuratori per poi impoverire il tasso qualitativo del turnover 
in Prima Squadra…

Marco Oliva per FUTBOLANDIA DREAMIN'

lunedì 4 luglio 2011

Piccole perle dal Salento: Francesco Di Mariano (1996) & Yuri Meleleo (1997)

VIVAI DOC - LECCE
Nell’ultimo decennio, il vivaio dell’Unione Sportiva Lecce
si è imposto all’attenzione generale
come uno dei più prolifici dell’intera Penisola,
rivelandosi un autentico fiore all’occhiello
per la società di Via Templari. 

L’apprezzabile lavoro svolto in questo scorcio d’inizio millennio verosimilmente rappresenterà una solida base su cui ripartire con passione verso le prossime stagioni, specie alla luce di un periodo controverso negli alti piani dirigenziali, con le recenti dimissioni dello storico amministratore delegato Claudio Fenucci (approdato alla Roma dopo quindici anni di onorato servizio in terra pugliese) e una sensazione latente di confusione
che non lascia ben sperare.

Gli straordinari successi degli ultimi anni (due scudetti Primavera consecutivi nel 2003 e nel 2004, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane nella stessa categoria, filotto inaugurato dalla coppa nazionale Giovanissimi nel 2001/02) rappresentano una garanzia credibile per continuare a guardare al futuro con coraggio e ottimismo; e lo sa bene Roberto Alberti, responsabile e coordinatore generale del settore giovanile dal luglio 2009, concorde riguardo la visione di Arrigo Sacchi secondo cui “la ricetta per la crisi del calcio italiano è quella di ripartire dai giovani”. In quest’ottica, andiamo a conoscere due dei gioiellini giallorossi più luminosi, la coppia-gol tutta tecnica e fantasia dei Giovanissimi Nazionali agli ordini di mister Claudio Luperto:
il fantasista siciliano Francesco Di Mariano
e il guizzante salentino Yuri Meleleo,
autori di ventotto reti (quindici per il primo, tredici per il secondo)
nel Girone G del Campionato 2010-2011.



nome: FRANCESCO
cognome: DI MARIANO

data di nascita: 20 aprile 1996
luogo di nascita: Palermo [Sicilia, ITALIA]

ruolo: Trequartista
piede preferito: destro

Altezza: 177 cm
Peso: 68 kg

Squadra attuale: US LECCE
[Giovanissimi Nazionali – Girone G]
Numero di maglia # 10

Strano destino, quello del quindicenne palermitano: in questa stagione si è ritrovato a recitare giocoforza la parte del giustiziere contro la squadra della sua città natale, estromessa dalla Fase Finale Nazionale proprio a causa delle ottime prestazioni da lui fornite. Gli scherzi del calendario nel girone G hanno infatti messo di fronte Lecce e Palermo nell’ultima giornata della Regular Season, con le due squadre distanziate in classifica di un solo punto
(a favore dei giallorossi) nella corsa verso l’agognato terzo posto, valido per l’ammissione ai turni successivi ad eliminazione diretta. Lo scorso 17 aprile, nel campetto del capoluogo siciliano di via Gaetano La Loggia, i sogni dei baby-rosanero di Antonello Capodicasa si sono infranti contro l’organizzatissima compagine salentina, capace addirittura di portarsi in vantaggio dopo soli nove minuti con un penalty guadagnato da Meleleo
(fallo dell’esterno sinistro Domenico Patti, scuola SC Adelkam - Alcamo) e trasformato con freddezza dal numero dieci Di Mariano, bravo a spiazzare l’attento Riccardo Pellitteri. Il pareggio in bello stile dopo pochi minuti su preciso diagonale del classe ’97 Francesco Bonfiglio è stato dunque inutile, anche perché le scorribande e gli scambi negli spazi stretti del duo offensivo avversario hanno tenuto in costante apprensione la retroguardia dei padroni di casa, allentandone il forcing disperato e improduttivo alla ricerca del gol-qualificazione (1-1 il risultato finale). Vanificata così la splendida rincorsa intrapresa dai siciliani nella seconda parte del campionato, potendo avvalersi del miglior attacco tra tutte le tredici contendenti con ben sessantatré reti realizzate in ventiquattro match complessivi.

D’altronde il giovane ‘Checco’ era uno spauracchio ben noto sin dal mese di dicembre, quando è risultato essere ancor più letale nella partita d’andata sul sintetico del ‘Giuseppe Colaci’ di Calimera, realizzando una tripletta da applausi con cui i ‘Lupi’ di Luperto hanno costruito un netto e meritatissimo successo (3-0) sulle ‘Aquile’ sicule.

L'ironia un po’ beffarda del fato è accentuata dal fatto che il talentuoso Francesco Di Mariano, trequartista con buoni colpi e dalla progressione fulminante, avrebbe potuto vestirsi di rosanero appena qualche mese fa, quando i dirigenti locali (insieme a quelli della Lazio) cominciarono a guardare con grande interesse alle gesta di questo ragazzino talvolta immarcabile tra i campetti dei Giovanissimi Regionali Sicilia con la maglia dell'US Palermo S.r.l., la scuola-calcio gestita dalla leggenda locale Totò Schillaci, indimenticabile fromboliere nelle Notti Magiche di Italia ’90.

Aggregato sotto-età alla squadra dal lungimirante mister Giuseppe De Domenico, sin dagli esordi lascia intravedere un potenziale grezzo ma piuttosto brillante. Il suo nome comincia a balzare agli onori delle cronache cittadine nella primavera del 2009, quando sul sintetico del ‘Louis Ribolla’ si scatena letteralmente contro il Cei A.S.D.C. nel primo turno dei play-off regionali, mettendo lo zampino in tutte le quattro reti biancazzurre per sciorinare tutto il repertorio tecnico di cui dispone: un sinistro preciso in diagonale ad inizio match per sbloccare il punteggio, un assist illuminante per il compagno Kovadio, un cross deviato in rete dallo sfortunato avversario Buzzanca (autore del momentaneo 2-1) e una punizione chirurgica dal limite dell’area, a conclusione di una partita fatta di movimento continuo tra le linee e improvvisi bagliori di classe che lasciano a bocca aperta i presenti, nonostante i tredici anni ancora da compiere. In effetti, al di là delle giocate di pregevole fattura, è proprio il carattere e l’innata sfrontatezza del ragazzino a sorprendere maggiormente gli osservatori, in particolare quella capacità di proporsi come uno dei leader in campo nonostante l’età tanto verde.

L’allenatore decide di concedergli ancor più fiducia nella stagione successiva, augurandosi di ottenere una reazione matura che non lo portasse a montarsi prematuramente la testa. Così, nel 2009-2010 Di Mariano si consolida come trascinatore della squadra, vincitrice con merito del Girone C con 53 punti totali anche grazie ai suoi dribbling funambolici e alle sgroppate palla al piede verso la porta avversaria, spesso finalizzate in prima persona. Da ricordare, tra le altre, la giornata del sorpasso in classifica ai danni dell’Atletico Bagheria il 25 ottobre 2009, quando un preciso passaggio per smarcare l’attaccante Leone e soprattutto un pallonetto da centrocampo a scavalcare l’incolpevole estremo difensore a dieci minuti dal termine sanciscono l’inaspettato 2-1 contro i temibili avversari. Superati senza estremi patemi gli ostacoli dei primi turni nei play-off in aprile (7-0 sul malcapitato Pro Calcio Ficarazzi, 4-0 con il Finale e 2-1 ai danni del Don Carlo Lauri Misilmeri), la vigorosa cavalcata del Palermo S.r.l. e del suo fantasista si è interrotta bruscamente ai quarti di finale al cospetto dell’ASD Pantanelli, capace di vincere 4-1 sfruttando la tripletta del bomber Antonino Di Mauro, quest’anno trascinatore con il centrocampista napoletano Giovanni Nappo (originario di San Giuseppe Vesuviano) del Catania Giovanissimi che ci rappresenterà come unica compagine italiana nella prestigiosa vetrina della Manchester Premier Cup 2011.

Smaltita l’amarezza, in estate il giovane palermitano ha preparato le valigie per sbarcare sul continente e vestire la casacca del Lecce, la società più tempestiva e decisa nell’assicurarsi il suo cartellino nonostante un’agguerrita lista di pretendenti. Non è passato molto tempo prima di confermare le proprie lusinghiere credenziali e conquistare anche il pubblico caloroso del “tacco d’Italia”: ottenuta in allenamento la fiducia dell’allenatore Claudio Luperto e del maestro di tecnica Raimondo Marino, Francesco ha cominciato alla grande il campionato e dispensato magie sui rettangoli verdi del succitato Girone G. Autore del primo gol all’esordio in un arroventato derby di settembre (0-2 in casa del Foggia: del galatinese Mattia Persano l’altra firma sul tabellino dei marcatori), il trequartista isolano ha firmato due doppiette consecutive nei successivi impegni contro Salernitana (3-1) e Vibonese (4-1), preziose nel garantire ai giallorossi l’iniziale leadership a punteggio pieno.

Un lieve calo psico-fisico dei giovani ragazzi salentini è stata la causa principale di una mini-crisi di risultati (con tanto di 1-3 inflitto a domicilio dal Bari, vittorioso anche al ritorno per 4-3 alla ventesima giornata, malgrado il numero dieci leccese fosse andato in rete sia nella prima che nella seconda sfida), alla lunga però determinante per il terzo posto finale, con la stessa Salernitana e il Catania brave ad approfittare e a mettere fieno in cascina in termini di punti. Ad ogni modo, Francesco Di Mariano riesce a guadagnarsi la fascia da capitano e si rivela essere uno dei migliori calciatori in assoluto del panorama nazionale di categoria, tanto da farsi notare dagli occhi vigili dei tecnici federali e meritarsi la convocazione in maglia azzurra per il tradizionale Torneo Giovanile di Natale (Coverciano, 27-30 dicembre 2010) insieme al partner Yuri Meleleo e al difensore Sebastiano Luperto.

Impressionato dalla sua verve, il CT Antonio Rocca si convince senza remore ad aggregarlo all’Italia Under 16 per la trasferta in terra lusitana in vista del Torneio da Federação Holandesa - Algarve
(4-8 febbraio 2011), il più giovane del gruppo insieme all’attaccante del Torino Vittorio Parigini.
Gli ‘Azzurrini’ fanno una bellissima figura, trascinati dal folletto empolese Emanuele Rovini, mentre pochi mesi dopo arriva per Di Mariano l’ennesima soddisfazione nella stessa rappresentativa, stavolta impegnata in Ucraina per il X Memorial ‘Viktor Bannikov’.

Le tante ovvie assenze, in virtù della concomitanza delle Final Eight in giugno dei Campionati Allievi e Giovanissimi, costringono stavolta il Commissario Tecnico a presentarsi in Oriente con la squadra più inesperta del’intero lotto 

di partecipanti, rimaneggiata in molti reparti e costituita da tanti classe ’96 
come il difensore blucerchiato Luigi Luciani e l’intero pacchetto offensivo
(il milanista Michael Fabbro, il cagliaritano Antonio Loi e gli stessi 
Di Mariano e Parigini). Chiuso il Gruppo B prevedibilmente senza vittorie 
(0-0 con la Polonia, 0-2 dalla Turchia e 0-1 in favore dei vice-campioni russi),
questa Under 16 ‘sperimentale’ è riuscita comunque a strappare il settimo posto, battendo 2-0 la Bielorussia grazie al colpo di testa del difensore algherese Dario Del Fabro, autorevole nell’incornare al quarto minuto
della ripresa un calcio di punizione appena fuori area, e al pescarese
Marco Di Benedetto nel finale.


nome: YURI
cognome: MELELEO

data di nascita: 24 aprile 1997
luogo di nascita: Maglie, provincia di Lecce
[Puglia – ITALIA]

ruolo: Seconda punta
piede preferito: ambidestro

Altezza: 171 cm
Peso: 69 kg

Squadra attuale: US LECCE
[Giovanissimi Nazionali – Girone G]
Numero di maglia # 9

L’affiatamento del binomio Meleleo-Di Mariano, costruito nel corso di questa stagione sull’essenza della tecnica individuale di cui entrambi sono dotati,
è stata senz’altro una delle note più positive per il settore giovanile del 
Lecce 2010-11. I due prospetti meridionali hanno reso la vita difficile a quasi tutte le difese nel Girone G dei Giovanissimi Nazionali, scompaginandone i piani tattici ed imperversando lungo tutto il fronte offensivo, grazie alla capacità di partire da lontano per dare respiro alla manovra sviluppata dai compagni e allo stesso tempo non fornire punti di riferimento ai marcatori 
centrali avversari.

Fresco quattordicenne, il vivace Yuri è l’unico classe 1997 della rosa a disposizione di Claudio Luperto insieme al collega di reparto Luigi Stefani’, gallipolino più grande d’età di soli tre mesi e buona alternativa nelle rotazioni dei titolari, bravo a farsi trovare pronto e assicurare quattro squilli sotto porta nel corso della Regular Season.

La scoperta di questa sgusciante seconda punta con l’argento vivo addosso 
è l’ennesimo capolavoro di tempismo e oculatezza della società salentina, 
capace di setacciare con capillarità le province limitrofe e monitorare 
senza indugio anche i campetti meno battuti del territorio.
Concittadino del portiere Nicolò Petrarca, già sul taccuino di diversi osservatori in virtù della non disprezzabile peculiarità di dare sicurezza a tutta la terza linea con le sue uscite in presa alta, Meleleo è stato scovato nei dilettanti dell’AS Gioventù Calcio Cutrofiano, espressione sportiva sorta nel 1987 in rappresentanza del piccolo comune del Salento centro-meridionale, distante solo otto chilometri da Maglie.

Le sue qualità avevano già allertato i talent-scout della Roma, altro club le cui fortune sono costruite in buona percentuale sull’estrema competenza in ambito giovanile, tanto da fruttargli un provino a Trigoria nell’estate di quattro anni fa, in cui quel frugoletto appena decenne conquistò gli elettrizzati osservatori con colpi ad effetto mai fini a sé stessi e una completezza piuttosto inconsueta per un bambino. In effetti, l’attaccante magliese calcia quasi indifferentemente con entrambi i piedi, e benché non sia un finalizzatore puro puo’ disporre di una naturale, prolifica vena realizzativa, che riesce a sfruttare sia dettando i movimenti giusti ai compagni per farsi servire in profondità che creandosi da solo le occasioni da gol, preferibilmente partendo largo sull’out mancino per poi accentrarsi e concludere col destro. L’impossibilità logistico-familiare di sobbarcarsi un ulteriore trasloco, per giunta nell’ennesima nuova realtà, non permette però al ragazzo di accasarsi nella Capitale.

Eh sì perché nonostante la giovanissima età, Yuri ha alle spalle un curioso “curriculum itinerante”: ancora in fasce si trasferisce sul suolo tedesco per questioni lavorative legate all’impiego dei propri genitori, e vive la sua infanzia ad Erlangen, città extracircondariale situata nel Land della Baviera, nel distretto governativo della Media Franconia. La passione per il calcio lo contagia sin dai primi vagiti, ed è proprio in Germania che compie una vorticosa trafila formativa tra le giovanili di club bavaresi come ATSV Erlangen 1898, FSV Erlangen Bruck, SpVgg Greuther Fürth e alfine 
il ‘Der Ruhmreiche’, ossia il Norimberga nel 2005-2006. 
Appena dodici mesi prima del provino nella Città Eterna, aveva superato un’altra selezione organizzata dal prestigioso Stoccarda per scovare nuovi talenti in giro per la Bundesrepublik. L’improcrastinabile esigenza del padre di tornare in Italia fa sfumare anche in questa circostanza l’eventualità di una trattativa; chissà, sarebbe stato curioso vedere insieme una coppia di attaccanti salentini nella Jugend dei ‘Die Roten’, laddove cominciava a muovere i primi passi quel Mattia Maggio di tre anni più grande ed ora in forza alla Nazionale Under 17 di Pasquale Salerno

Tornato definitivamente in Salento, poche settimane dopo il suddetto approccio romanista si aggrega con entusiasmo al vivaio del Lecce
trovando stabilità ed equilibrio nella vita fuori dal campo. 
Il feeling con il fantasista Di Mariano è esploso fragorosamente quest’anno, quando i due sono stati protagonisti di una sorta di ‘staffetta’ per quanto concerne il mero aspetto realizzativo; se il palermitano è stato l’autentico mattatore nelle prime dodici partite del girone d’andata, Yuri Meleleo si è scatenato nelle sfide di ritorno, quando ha firmato il tabellino dei marcatori ben dodici volte (da aggiungere allo squillo sulla Salernitana alla seconda giornata) e con una disarmante continuità.

Questa costante progressione è stata inaugurata a febbraio con la prima doppietta in campionato, arrivata nel 5-0 inflitto ai calabresi della Vibonese. Gli altri graffi li ha dispensati contro Crotone (2-0), Bari (amaro 3-4 al Campo 'Salvatore Matarrese', dopo aver sciupato un vantaggio di due lunghezze), l’insidioso Catania allora capolista (1-0) e Cavese (1-1), togliendosi lo sfizio di esagerare al cospetto delle povere retroguardie di Cosenza (3-1)
e Barletta (8-1), quando ha infilato due splendide triplette per l’entusiasmo 
dei supporters locali.

Qualificato con pieno merito alla Fase Finale, un calendario sfortunato ha riservato al Lecce sin dai sedicesimi ad eliminazione diretta un proibitivo impegno contro la devastante Fiorentina di mister Federico Guidi, composta anch’essa quasi esclusivamente da ragazzi nati nel 1996, ad eccezione del congolese Luzayadio ‘Andy’ Bangu e Simone Carnevale (1997).
Al lusinghiero 0-0 casalingo dell’8 maggio 2011, sette giorni più tardi è seguita la netta sconfitta 0-3 sul campo dei Viola, trascinati dalla doppietta dell’ivoriano Diomandé Yann Cedric Gondo e della prima punta Lorenzo 
Di Curzio, protagonisti un mese dopo con Elia Papini, Francesco Posarelli 
e gli altri compagni di una straordinaria cavalcata nella Final Eight di Montepulciano, in cui i baby-gigliati hanno regolato con una netta dimostrazione di superiorità i pari-età di Roma, Genoa, Inter e Napoli 
e regalato ai propri colori il primo scudetto Giovanissimi della storia.

Yuri Meleleo puo’ comunque archiviare con un sorriso sulle labbra
questa lunga annata, foriera di esperienze molto preziose
per la carriera futura e con la ‘ciliegina natalizia’
del Torneo Giovanile organizzato dal Centro Tecnico Federale
di Coverciano, unico attaccante del 1997
selezionato dai CT per rappresentare
e testare sul campo le migliori promesse
Under 16 e Under 15 dello Stivale.

Marco Oliva per FUTBOLANDIA DREAMIN'


Oltre a Di Mariano, il biennio 1995-96 potrebbe regalare 
al futuro del nostro calcio
una serie di talentuosi prospetti dalla tecnica cristallina:

MATTIA ARAMU & VITTORIO PARIGINI (1995) - Torino
LEONARDO CAPEZZI & PAOLO MARCIANO (1995) - Fiorentina
EMANUELE ROVINI (1995) - Empoli
LORENZO TASSI (1995) - Brescia
FEDERICO VARANO (1995) - Atalanta
BRYAN CRISTANTE & MICHAEL FABBRO (1995 / 1996) - Milan
MATTEO ADAMO (1996) - Roma
FELICE GAETANO & GENNARO TUTINO (1996) - Napoli
ANTONIO LOI (1996) - Cagliari
MICHAEL VENTRE (1996) - Genoa

giovedì 21 aprile 2011

Vivai DOC - Torino: MATTIA ARAMU (1995) - Italia



nome: MATTIA
cognome: ARAMU

data di nascita: 14 maggio 1995
luogo di nascita: Cirié - Torino [Piemonte - ITALIA]

ruolo: Trequartista / seconda punta
piede preferito: sinistro

Altezza: 180 cm
Peso: 67 kg

squadra attuale: TORINO FC (Allievi Nazionali, Girone A)
numero di maglia # 10


Mercoledì 20 aprile 2011 è iniziato il “Torneo delle Nazioni” per la
Nazionale Italiana Under 16, importante manifestazione giovanile
internazionale giunta all’ottava edizione e ‘parallela’
al “Trofeo Città di Gradisca-Nereo Rocco”,
dedicato alle squadre di club - categoria Allievi.

Gli ‘Azzurrini” selezionati dal CT Antonio Rocca presentano una formazione leggerina per quanto concerne l’aspetto fisico ma molto talentuosa sul piano strettamente tecnico, basti pensare alla presenza dei centrocampisti Leonardo Capezzi (nato a Figline Valdarno e militante nella Fiorentina)
e Marco Di Benedetto (Pescara), del gioiello bresciano Lorenzo Tassi (promosso capitano per l’occasione, anche in virtù della sua militanza 
con i ragazzi di maggiore età dell’Under 17 di Pasquale Salerno)
o del funambolico Emanuele Rovini.

In questo contesto non sfigurano affatto i colpi ad effetto di Mattia Aramu, trequartista classe 1995 militante come fuori-quota negli Allievi Nazionali 
del Torino 2010-2011 di mister Moreno LongoClassico numero dieci 
di qualità superiore alla media dei coetanei, il giovane talento piemontese si disimpegna con disinvoltura anche nel ruolo di seconda punta o di attaccante esterno, a suo agio soprattutto in presenza di un centravanti prestante e capace di aprirgli gli spazi, dove può imperversare liberamente con il suo delicato piede mancino e la visione di gioco di cui è naturalmente dotato. 
Il fisico asciutto e slanciato (180 x 67) lo rende un interessante prototipo di uomo tra le linee del calcio moderno, prezioso anche tatticamente grazie ad una duttilità ed una maturità di buon livello. Il pezzo forte del suo repertorio 
è senz’altro l’abilità nei calci piazzati, con cui riesce a mandare in rete con relativa facilità i compagni di squadra o a finalizzare direttamente in caso 
di distanza congrua dalla rete avversaria.

La presenza di Aramu nelle selezioni azzurre è diventata una piacevole consuetudine nell’ultimo biennio: convocato già nel 2009 per il tradizionale “Torneo Giovanile di Natale” di fine dicembre, nell’estate dell’anno successivo il suo nome figurava tra le “Giovani Speranze” dell’Under 15 e nei successivi raduni dell’Under 16 agli ordini di Rocca. Il tecnico castrovillarese lo aveva aggregato anche al gruppo che nello scorso febbraio è volato in Algarve 
(Portogallo) per il Torneio da Federação Holandesama il baby-granata 
è stato costretto da un fastidioso ed evitabile infortunio (procurato… nell’hotel del ritiro!) a guardare da lontano i compagni sfiorare una vittoria finale 
tutto sommato meritata.

Originario di Ciriè come il difensore Marco Chiosa (fresco di contratto triennale, firmato insieme al compagno Umberto Miello, classe 1992),
il piccolo Mattia riuscì a farsi notare sin da bambino sgambettando tra i Pulcini dell’ASD Leini Calcio 1907, società piemontese di provincia.
Il suo approdo nel capoluogo è un altro merito ascrivibile all’illuminata coppia di vecchie glorie del Toro, la ‘premiata ditta’ formata da Antonio Comi 
e Silvano Benedetti, responsabili del settore giovanile e sempre attenti 
nel monitorare i prospetti più talentuosi del bacino regionale.
Queste le parole di Silvano nell’aprile 2010:
“Appena lo abbiamo visto, a soli otto anni, abbiamo subito fatto di tutto per portarlo da noi ed è stato difficilissimo battere la concorrenza della Juve.
Si vedeva già allora che si trattava di un ragazzo dai numeri importanti, 
ma se nel tempo è riuscito a migliorarsi è merito soprattutto di una personalità positiva e di una famiglia seria e intelligente come quella 
in cui sta avendo la fortuna di crescere Mattia”.


Con la gloriosa e un po’ ingombrante casacca granata sulle spalle, Aramu non ci ha messo molto a confermare gli scout-report entusiastici sul suo conto: miglior giocatore della X Edizione del “Torneo Vincenzo Fazzino” in quel 
di Palermo nel 2007, analogo premio conquistato nella XI Edizione del “Memorial Niccolò Galli”, laddove fu il trascinatore agli ordini di mister Coppola dei ragazzi che regolarono la Fiorentina dopo un’appassionante finale (6-3 dopo i calci di rigore) e capocannoniere della III Edizione del
“Torneo Silvio Piola” disputatosi a Vercelli nel 2010 con 8 reti siglate, due delle quali nel vittorioso atto conclusivo per la compagine di Moreno Longo contro il Genoa (3-1 il risultato: una splendida punizione per sbloccare il punteggio e un preciso diagonale di sinistro a trafiggere l’incolpevole Secondelli dopo appena nove minuti dall’inizio del match, prima di pennellare un altro calcio piazzato dai quaranta metri per smarcare davanti al portiere 
il compagno Alex Noro).

Le sue qualità balistiche si erano già potute apprezzare nella stagione
2007-2008, quando nei Giovanissimi Regionali del Torino riuscì a mettere insieme la bellezza di 75 reti tra il campionato e i vari tornei di categoria 
a cui prese parte la squadra.

L’anno scorso si è confermato a livelli piuttosto alti con i Giovanissimi Nazionali di mister Roberto Fogli, straordinari nel primo scorcio stagionale (dominatori del Girone A con 67 punti in ventisei giornate, con il robusto contributo di tredici reti e i consueti, numerosi assist assicurati dal leader tecnico: Mattia Aramu, appunto) ma sfortunati protagonisti nella Fase Finale: dopo aver liquidato l’Albinoleffe nei sedicesimi con un secco 3-0 all’andata (tripletta da urlo per Mattia sul campo dei bergamaschi) e un comodo 2-0 casalingo, i giovani del Toro sono stati beffati dal Livorno negli ottavi, con i toscani capaci di vincere in casa 2-1 al ‘Campo Sportivo Priami’ il 23 maggio per poi centrare un colpaccio esterno sette giorni più tardi, 0-1 all’Agnelli.

L’indubbia delusione è stata sicuramente smaltita alla luce della prestigiosa partecipazione alla Manchester Premier Cup 2010, una sorta di ‘Mondiale per club Under 15’ in cui il Torino ha difeso i colori italiani come unica rappresentante della Penisola, al cospetto delle più grandi potenze giovanili mondiali. I ragazzi di Fogli hanno vinto in Abruzzo la Fase Preliminare Nazionale, sbarazzandosi del Milan (2-0, marcatori Aramu e Capello, un punteggio che ha reso prezioso il successivo 0-0 contro il Bari) e i laziali della Polisportiva Vigor Perconti (1-0, ancora una rete decisiva per Mattia), capaci 
a loro volta di eliminare le ben più quotate Inter e Siena. Indimenticabile, soprattutto, la finale-derby vinta sulla Juventus e disputata al ‘Campo Sportivo De Cecco’ di Città Sant’Angelo, conclusasi sul 4-3 a seguito dei calci 
di rigore (Barreca, Ientile, Aramu ed Errore i realizzatori dal dischetto).

Sbarcati in Inghilterra sulle ali dell’entusiasmo, i baby-granata hanno pagato lo stress psico-fisico a cui non sono mai stati sottoposti nelle loro piccole carriere (problema atavico per le formazioni giovanili italiane, spesso incapaci di fronteggiare con armi pari gli avversari nonostante un valore complessivo tecnicamente non inferiore), affrontando sei partite in quattro giorni dopo una stagione piuttosto logorante. Inserito in un girone di ferro, il Torino ha perso entrambe le sfide del 4 agosto contro i messicani del Pachuca (1-3 il punteggio a favore dei futuri finalisti, sconfitti solo dal Barcellona di Sergi Samper)
e i francesi del Paris Saint-Germain (0-1), prima di soccombere il giorno seguente contro il tignoso Newcastle United (altro 0-1) e centrare una vittoria di consolazione ai danni del Shillong Lajong FC (3-0), la simpatica compagine indiana proveniente dal lontano Meghalaya. Dopo lo sfortunato ko subito 
dal Werder Brema (1-2, ma senza sfigurare), i granata hanno battuto 1-0 
i Sutherland Sharks australiani, chiudendo la suggestiva avventura 
con un dignitoso quindicesimo posto nella classifica complessiva finale.

Il 2010-2011 sembra essere altrettanto foriero di soddisfazioni per il talentuoso trequartista ciriacese: il Torino Allievi è attualmente al comando del
Girone A, con due punti di vantaggio sui cugini bianconeri e cinque lunghezze in più del Genoa, mentre il mese scorso ha raggiunto la finale del
dall’Inter di coach Giorgio Gatti.

Nel frattempo, gli sforzi di Mattia Aramu saranno tutti concentrati nel succitato "Torneo delle Nazioni", in cui l’Italia si sta rendendo protagonista di un promettente cammino. Dopo il pareggio nel match d’esordio a Gradisca d’Isonzo contro la Russia (1-1, nonostante una bella rete in progressione 
di Tassi su lancio del pescarese Di Benedetto per l’illusorio vantaggio al tredicesimo minuto), gli ‘Azzurrini’ hanno centrato una doppia vittoria contro Israele (sofferto 2-1 in quel di Miren, con lo stesso subentrante Aramu 
a pareggiare l’iniziale gol avversario con una delle sue solite punizioni chirurgiche, prima che Rovini s’inventasse nei minuti di recupero una grande giocata personale, dribblando tre avversari per poi trafiggere in diagonale il portiere Gall) ed i padroni di casa sloveni (1-0, il milanista Andrea Petagna a decidere l’incontro su invito da calcio d’angolo di Tassi e approfittando 
di una clamorosa disattenzione della difesa slava). Nella semifinale di domani pomeriggio l’Italia scenderà in campo a Vipava contro la vincente del girone B, il Montenegro, cercando di proseguire degnamente sulla strada di un difficile successo nel torneo che manca ormai dal 2008, quando le reti di Pettinari e del casertano Marcello Trotta (quest’ultima nei supplementari, 
2-1 il risultato) decisero l’atto conclusivo contro la Croazia allo Stadio ‘Gino Colaussi’.

Ecco gli Azzurrini a disposizione di Antonio Rocca
[nelle foto, i due giocatori del Pescara
finiti nel mirino di Marotta e Paratici per il futuro della Juventus:
Inoltre, l'interessante esterno di spinta atalantino Luca Barlocco
e il gigante Francesco Pacini,
capace di attirare le attenzioni di Chelsea e Manchester City,
lo stesso club che è da mesi sulle tracce 
dell'altro gioiellino granata Vittorio Parigini]:

1- LUCA SAVELLONI (Delfino Pescara) – 1995 – P 
2- ALESSANDRO BUSINARO (Inter) – 1995 – D *
3- LUCA BARLOCCO (Atalanta) – 1995 – D 
4- EDOARDO RONCA (Chievo) – 1995 – D 
5- LUIGI LUCIANI (Sampdoria) – 1996 – D 
6- ALBERTO GRASSI (Atalanta) – 1995 – C
7- LORENZO TASSI (Brescia) – 1995 – C 
8- LEONARDO CAPEZZI (Fiorentina) – 1995 – C 
9- ANDREA PETAGNA (Milan) – 1995 – A 
10- EMANUELE ROVINI (Empoli) – 1995  A 
11- MARCO DI BENEDETTO (Delfino Pescara) – 1995  C 
12- FRANCESCO PACINI (Empoli) – 1995 – P 
13- FILIPPO COSTA (Chievo) – 1995 – D
14- CRISTIAN GALLIANI (Milan) – 1996 – D
15- MATTIA ARAMU (Torino) – 1995 – C
16- NICOLÒ FAZZI (Fiorentina) – 1995 – C
17- VITTORIO PARIGINI (Torino) – 1996 – A
18- TIBERIO VELOCCI (Genoa) – 1995 - A

sostituisce l’infortunato ALESSIO ROMAGNOLI (Roma) - 1995

*** aggiornamento

21 Aprile 2011, 16:00 Vipava (Slo)
ITALIA - MONTENEGRO 4-5 d.c.r. (1-1)
marcatori: 17' Nedovic (M) - 56' Tassi (I)

ITALIA: Savelloni, Businaro, Galliani, Costa (Parigini), Grassi, Tassi, Capezzi, Aramu, Petagna, Rovini, Di Benedetto (Velocci).
All. Rocca.
MONTENEGRO: Kordic, Kaluderovic, Sarkic, Baosic, Jovanovic, Boljevic, Krstovic, Kosovic, Boskovic, Nedovic, Grbovic.
All. Kovacevic

Italia choc: va ko ai rigori col tignoso Montenegro e per il terzo anno consecutivo non raggiunge l'atto conclusivo del Torneo delle Nazioni.
Non basta un secondo tempo di grande carattere per raddrizzare una partita segnata da una grave indecisione dell'estremo azzurro. Dopo una lunga fase di studio, a metà tempo gli azzurrini infatti vanno sotto a causa del gol di Nedovic, che approfitta di un' errata valutazione di Savelloni.
Il portiere, nel tentativo di dare palla a Tassi, innesca di fatto gli attaccanti ospiti con Grbovic che serve al centro Nedovic bravo ad eludere il ritorno del portiere e confezionare l'1-0. I montenegrini, già partiti con l'intento di coprirsi e affidarsi al contropiede, serrano ancor di più le fila impedendo ai ragazzi di Rocca di prendere velocità. La compagine italiana è troppo lenta e poco ispirata. La reazione è affidata ai piedi di Tassi, chiamato ad accendere il gioco e mettere in velocità i rapidi e fantasiosi Rovini e Di Benedetto. Ma di fatto nel primo tempo l'under 16 non va oltre due conclusioni dalla distanza del talento bresciano. Nella ripresa il ct azzurro prova a mescolare le carte e in effetti l'Italia riesce finalmente ad essere più incisiva. Al 12' il pareggio. Petagna fugge sulla destra e centra per Velocci: la conclusione è respinta dal portiere, ma irrompe Tassi che di prima intenzione piazza sotto l'incrocio di destro.
C'è dunque tempo per provare a completare l'opera. E l'Italia in effetti prova a vincere, come dimostrano le due occasionissime costruite dopo il 20': clamorosa la doppia chance sventata da Kordic che si supera dapprima su Tassi e poi Rovini. Il miracolo già confezionato dagli azzurrini nel girone contro Israele però non si ripete. Si va ai tiri dal dischetto: fatali gli errori di Tassi e Petagna, che si fanno parare le loro conclusioni, il Montenegro è in finale per la prima volta nella storia del Nazioni.

Semifinali
ITALIA - MONTENEGRO 4-5 dcr
CROAZIA - SLOVENIA 2-0
29' Kolar - 30' Mandic

Finali
Finale 3°-4° posto
23 Aprile 2011, 13:00 Rence (Slo)
ITALIA - SLOVENIA 3-1
marcatori: 2' Aramu (I) - 10' Capezzi (I) - 22' Mancinger (S) - 49' Rovini (I)

FINALISSIMA
23 Aprile 2011, 16:00 Gradisca d'Isonzo - Stadio G.Colaussi
MONTENEGRO - CROAZIA 1-0
34' Jovanovic
MONTENEGRO: Kordic, Kaluderovic (Jankovic), Sarkic, Baosic, Jovanovic, Boljevic (Lalosevic), Krstovic (Cadenovic), Kosovic, Boskovic, Nedovic (Toskic), Grbovic. All. Kovacevic.
CROAZIA: Livakovic, Jedvai, Pejic, Milic, Viduka, Crncevic (Bajic), Kolar (Dangubic), Mandic, Biljan, Klapan, Majstorovic. All. Gudelj.

Il Montenegro iscrive per la prima volta il proprio nome nell'Albo d'oro del Torneo delle Nazioni di Gradisca. Finale equilibrata, quella del "Colaussi",
con un primo tempo soporifero ma una ripresa di grandi emozioni.
I nipotini di Savicevic vincono grazie a una difesa blindata e una grande coesione. Il derby dei Balcani - bello non solo per intensità ma anche per fair play - era anche la sfida fra i due gioiellini Kolar (Croazia) e Kosovic (Montenegro). Sfida molto equilibrata nella prima frazione, con rare occasioni di rendersi pericolose per le due squadre anche se i croati controllano maggiormente l'iniziativa e i montenegrini si affidano più che altro al contropiede. Alla fine sblocca Jovanovic poco prima del riposo, con una magistrale punizione mancina che si infila dove non batte il sole:
i 'Sokoli' (falchi) sono avanti. Nella ripresa il copione non cambia: il Montenegro fa dell'organizzazione difensiva (e della maggiore potenza fisica) uno dei propri punti di forza e la Croazia fa difficoltà ad innescare le sue punte. Ci riesce al 9', quando dopo un buco di un difensore montenegrino, Klapan va sul fondo e centra sul secondo palo dove l'accorrente Mandic spreca però malamente calciando sul fondo. La pressione dei croati cresce notevolmente e la gara finalmente si infiamma. Dopo il 15' arrivano due occasioni ancora più nette: dapprima ancora Mandic centra il palo con Kordic battuto. Poi l'estremo montenegrino è prodigioso nel salvare prima su Crnevic (rasoiata dal limite) e poi sul tentativo di tap-in ravvicinato di Kolar e Klapan, avventatisi sulla respinta. La Croazia deve ovviamente esporre il fianco al contropiede ospite, ed è clamorosa l'occasione fallita da Kosovic: innescato da una grande apertura alla cieca di Boljevic, ignora un compagno meglio piazzato e calcia alle stelle possibile gol-partita. La Croazia continua a pigiare sull'accelleratore nel tentativo disperato di rientrare: dapprima il tiro-cross di Klapan coglie la traversa, poco dopo Jedvai da un cross dalla destra incorna con ottima scelta di tempo ma la sfera finisce alta. Sull'ennesimo rovesciamento di fronte, Lalosevic apre per Kosovic che tocca intelligente al centro per Jankovic ma la conclusione a botta sicura è murata.
Non c'è più tempo, esplode la festa dei ragazzi di Podgorica:
il Montenegro è campione del 'Nazioni 2011'.

Per quanto riguarda il TROFEO ROCCO,
l'EMPOLI di capitan Daniele Rugani
ha scritto per la prima volta nella storia il proprio nome
nel novero dei vincitori.

ALBO D’ORO 

Trofeo Nereo Rocco: 1986 Milan; 1987 Milan; 1988 Lazio;
1989 Real Madrid (Spagna); 1990 Argentinos Juniors (Argentina);
1991 Fiorentina; 1992 Real Madrid (Spagna);
1993 Argentinos Juniors (Argentina);
1994 Colo Colo (Cile); 1995 Argentinos Juniors (Argentina);
1996 Argentinos Juniors (Argentina); 1997 Goldfields Accra (Ghana);
1998 San Paolo (Brasile); 1999 Cruzeiro (Brasile);
2000 Inter; 2001 Slovenia; 2002 Cruzeiro (Brasile); 2003 Corea del Sud;
2004 Atletico Mineiro (Brasile), 2005 Juventus;
2006, 2007, 2008: Atletico Mineiro (Brasile),
2009 Milan, 2010 Colo Colo (Cile),
2011 EMPOLI

Torneo delle Nazioni: 2004 e 2005 Italia,
2006 Croazia, 2007 e 2008 Italia,
2009 Croazia, 2010 Messico,
2011 MONTENEGRO


Marco Oliva per FUTBOLANDIA DREAMIN'