lunedì 4 luglio 2011

Piccole perle dal Salento: Francesco Di Mariano (1996) & Yuri Meleleo (1997)

VIVAI DOC - LECCE
Nell’ultimo decennio, il vivaio dell’Unione Sportiva Lecce
si è imposto all’attenzione generale
come uno dei più prolifici dell’intera Penisola,
rivelandosi un autentico fiore all’occhiello
per la società di Via Templari. 

L’apprezzabile lavoro svolto in questo scorcio d’inizio millennio verosimilmente rappresenterà una solida base su cui ripartire con passione verso le prossime stagioni, specie alla luce di un periodo controverso negli alti piani dirigenziali, con le recenti dimissioni dello storico amministratore delegato Claudio Fenucci (approdato alla Roma dopo quindici anni di onorato servizio in terra pugliese) e una sensazione latente di confusione
che non lascia ben sperare.

Gli straordinari successi degli ultimi anni (due scudetti Primavera consecutivi nel 2003 e nel 2004, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane nella stessa categoria, filotto inaugurato dalla coppa nazionale Giovanissimi nel 2001/02) rappresentano una garanzia credibile per continuare a guardare al futuro con coraggio e ottimismo; e lo sa bene Roberto Alberti, responsabile e coordinatore generale del settore giovanile dal luglio 2009, concorde riguardo la visione di Arrigo Sacchi secondo cui “la ricetta per la crisi del calcio italiano è quella di ripartire dai giovani”. In quest’ottica, andiamo a conoscere due dei gioiellini giallorossi più luminosi, la coppia-gol tutta tecnica e fantasia dei Giovanissimi Nazionali agli ordini di mister Claudio Luperto:
il fantasista siciliano Francesco Di Mariano
e il guizzante salentino Yuri Meleleo,
autori di ventotto reti (quindici per il primo, tredici per il secondo)
nel Girone G del Campionato 2010-2011.



nome: FRANCESCO
cognome: DI MARIANO

data di nascita: 20 aprile 1996
luogo di nascita: Palermo [Sicilia, ITALIA]

ruolo: Trequartista
piede preferito: destro

Altezza: 177 cm
Peso: 68 kg

Squadra attuale: US LECCE
[Giovanissimi Nazionali – Girone G]
Numero di maglia # 10

Strano destino, quello del quindicenne palermitano: in questa stagione si è ritrovato a recitare giocoforza la parte del giustiziere contro la squadra della sua città natale, estromessa dalla Fase Finale Nazionale proprio a causa delle ottime prestazioni da lui fornite. Gli scherzi del calendario nel girone G hanno infatti messo di fronte Lecce e Palermo nell’ultima giornata della Regular Season, con le due squadre distanziate in classifica di un solo punto
(a favore dei giallorossi) nella corsa verso l’agognato terzo posto, valido per l’ammissione ai turni successivi ad eliminazione diretta. Lo scorso 17 aprile, nel campetto del capoluogo siciliano di via Gaetano La Loggia, i sogni dei baby-rosanero di Antonello Capodicasa si sono infranti contro l’organizzatissima compagine salentina, capace addirittura di portarsi in vantaggio dopo soli nove minuti con un penalty guadagnato da Meleleo
(fallo dell’esterno sinistro Domenico Patti, scuola SC Adelkam - Alcamo) e trasformato con freddezza dal numero dieci Di Mariano, bravo a spiazzare l’attento Riccardo Pellitteri. Il pareggio in bello stile dopo pochi minuti su preciso diagonale del classe ’97 Francesco Bonfiglio è stato dunque inutile, anche perché le scorribande e gli scambi negli spazi stretti del duo offensivo avversario hanno tenuto in costante apprensione la retroguardia dei padroni di casa, allentandone il forcing disperato e improduttivo alla ricerca del gol-qualificazione (1-1 il risultato finale). Vanificata così la splendida rincorsa intrapresa dai siciliani nella seconda parte del campionato, potendo avvalersi del miglior attacco tra tutte le tredici contendenti con ben sessantatré reti realizzate in ventiquattro match complessivi.

D’altronde il giovane ‘Checco’ era uno spauracchio ben noto sin dal mese di dicembre, quando è risultato essere ancor più letale nella partita d’andata sul sintetico del ‘Giuseppe Colaci’ di Calimera, realizzando una tripletta da applausi con cui i ‘Lupi’ di Luperto hanno costruito un netto e meritatissimo successo (3-0) sulle ‘Aquile’ sicule.

L'ironia un po’ beffarda del fato è accentuata dal fatto che il talentuoso Francesco Di Mariano, trequartista con buoni colpi e dalla progressione fulminante, avrebbe potuto vestirsi di rosanero appena qualche mese fa, quando i dirigenti locali (insieme a quelli della Lazio) cominciarono a guardare con grande interesse alle gesta di questo ragazzino talvolta immarcabile tra i campetti dei Giovanissimi Regionali Sicilia con la maglia dell'US Palermo S.r.l., la scuola-calcio gestita dalla leggenda locale Totò Schillaci, indimenticabile fromboliere nelle Notti Magiche di Italia ’90.

Aggregato sotto-età alla squadra dal lungimirante mister Giuseppe De Domenico, sin dagli esordi lascia intravedere un potenziale grezzo ma piuttosto brillante. Il suo nome comincia a balzare agli onori delle cronache cittadine nella primavera del 2009, quando sul sintetico del ‘Louis Ribolla’ si scatena letteralmente contro il Cei A.S.D.C. nel primo turno dei play-off regionali, mettendo lo zampino in tutte le quattro reti biancazzurre per sciorinare tutto il repertorio tecnico di cui dispone: un sinistro preciso in diagonale ad inizio match per sbloccare il punteggio, un assist illuminante per il compagno Kovadio, un cross deviato in rete dallo sfortunato avversario Buzzanca (autore del momentaneo 2-1) e una punizione chirurgica dal limite dell’area, a conclusione di una partita fatta di movimento continuo tra le linee e improvvisi bagliori di classe che lasciano a bocca aperta i presenti, nonostante i tredici anni ancora da compiere. In effetti, al di là delle giocate di pregevole fattura, è proprio il carattere e l’innata sfrontatezza del ragazzino a sorprendere maggiormente gli osservatori, in particolare quella capacità di proporsi come uno dei leader in campo nonostante l’età tanto verde.

L’allenatore decide di concedergli ancor più fiducia nella stagione successiva, augurandosi di ottenere una reazione matura che non lo portasse a montarsi prematuramente la testa. Così, nel 2009-2010 Di Mariano si consolida come trascinatore della squadra, vincitrice con merito del Girone C con 53 punti totali anche grazie ai suoi dribbling funambolici e alle sgroppate palla al piede verso la porta avversaria, spesso finalizzate in prima persona. Da ricordare, tra le altre, la giornata del sorpasso in classifica ai danni dell’Atletico Bagheria il 25 ottobre 2009, quando un preciso passaggio per smarcare l’attaccante Leone e soprattutto un pallonetto da centrocampo a scavalcare l’incolpevole estremo difensore a dieci minuti dal termine sanciscono l’inaspettato 2-1 contro i temibili avversari. Superati senza estremi patemi gli ostacoli dei primi turni nei play-off in aprile (7-0 sul malcapitato Pro Calcio Ficarazzi, 4-0 con il Finale e 2-1 ai danni del Don Carlo Lauri Misilmeri), la vigorosa cavalcata del Palermo S.r.l. e del suo fantasista si è interrotta bruscamente ai quarti di finale al cospetto dell’ASD Pantanelli, capace di vincere 4-1 sfruttando la tripletta del bomber Antonino Di Mauro, quest’anno trascinatore con il centrocampista napoletano Giovanni Nappo (originario di San Giuseppe Vesuviano) del Catania Giovanissimi che ci rappresenterà come unica compagine italiana nella prestigiosa vetrina della Manchester Premier Cup 2011.

Smaltita l’amarezza, in estate il giovane palermitano ha preparato le valigie per sbarcare sul continente e vestire la casacca del Lecce, la società più tempestiva e decisa nell’assicurarsi il suo cartellino nonostante un’agguerrita lista di pretendenti. Non è passato molto tempo prima di confermare le proprie lusinghiere credenziali e conquistare anche il pubblico caloroso del “tacco d’Italia”: ottenuta in allenamento la fiducia dell’allenatore Claudio Luperto e del maestro di tecnica Raimondo Marino, Francesco ha cominciato alla grande il campionato e dispensato magie sui rettangoli verdi del succitato Girone G. Autore del primo gol all’esordio in un arroventato derby di settembre (0-2 in casa del Foggia: del galatinese Mattia Persano l’altra firma sul tabellino dei marcatori), il trequartista isolano ha firmato due doppiette consecutive nei successivi impegni contro Salernitana (3-1) e Vibonese (4-1), preziose nel garantire ai giallorossi l’iniziale leadership a punteggio pieno.

Un lieve calo psico-fisico dei giovani ragazzi salentini è stata la causa principale di una mini-crisi di risultati (con tanto di 1-3 inflitto a domicilio dal Bari, vittorioso anche al ritorno per 4-3 alla ventesima giornata, malgrado il numero dieci leccese fosse andato in rete sia nella prima che nella seconda sfida), alla lunga però determinante per il terzo posto finale, con la stessa Salernitana e il Catania brave ad approfittare e a mettere fieno in cascina in termini di punti. Ad ogni modo, Francesco Di Mariano riesce a guadagnarsi la fascia da capitano e si rivela essere uno dei migliori calciatori in assoluto del panorama nazionale di categoria, tanto da farsi notare dagli occhi vigili dei tecnici federali e meritarsi la convocazione in maglia azzurra per il tradizionale Torneo Giovanile di Natale (Coverciano, 27-30 dicembre 2010) insieme al partner Yuri Meleleo e al difensore Sebastiano Luperto.

Impressionato dalla sua verve, il CT Antonio Rocca si convince senza remore ad aggregarlo all’Italia Under 16 per la trasferta in terra lusitana in vista del Torneio da Federação Holandesa - Algarve
(4-8 febbraio 2011), il più giovane del gruppo insieme all’attaccante del Torino Vittorio Parigini.
Gli ‘Azzurrini’ fanno una bellissima figura, trascinati dal folletto empolese Emanuele Rovini, mentre pochi mesi dopo arriva per Di Mariano l’ennesima soddisfazione nella stessa rappresentativa, stavolta impegnata in Ucraina per il X Memorial ‘Viktor Bannikov’.

Le tante ovvie assenze, in virtù della concomitanza delle Final Eight in giugno dei Campionati Allievi e Giovanissimi, costringono stavolta il Commissario Tecnico a presentarsi in Oriente con la squadra più inesperta del’intero lotto 

di partecipanti, rimaneggiata in molti reparti e costituita da tanti classe ’96 
come il difensore blucerchiato Luigi Luciani e l’intero pacchetto offensivo
(il milanista Michael Fabbro, il cagliaritano Antonio Loi e gli stessi 
Di Mariano e Parigini). Chiuso il Gruppo B prevedibilmente senza vittorie 
(0-0 con la Polonia, 0-2 dalla Turchia e 0-1 in favore dei vice-campioni russi),
questa Under 16 ‘sperimentale’ è riuscita comunque a strappare il settimo posto, battendo 2-0 la Bielorussia grazie al colpo di testa del difensore algherese Dario Del Fabro, autorevole nell’incornare al quarto minuto
della ripresa un calcio di punizione appena fuori area, e al pescarese
Marco Di Benedetto nel finale.


nome: YURI
cognome: MELELEO

data di nascita: 24 aprile 1997
luogo di nascita: Maglie, provincia di Lecce
[Puglia – ITALIA]

ruolo: Seconda punta
piede preferito: ambidestro

Altezza: 171 cm
Peso: 69 kg

Squadra attuale: US LECCE
[Giovanissimi Nazionali – Girone G]
Numero di maglia # 9

L’affiatamento del binomio Meleleo-Di Mariano, costruito nel corso di questa stagione sull’essenza della tecnica individuale di cui entrambi sono dotati,
è stata senz’altro una delle note più positive per il settore giovanile del 
Lecce 2010-11. I due prospetti meridionali hanno reso la vita difficile a quasi tutte le difese nel Girone G dei Giovanissimi Nazionali, scompaginandone i piani tattici ed imperversando lungo tutto il fronte offensivo, grazie alla capacità di partire da lontano per dare respiro alla manovra sviluppata dai compagni e allo stesso tempo non fornire punti di riferimento ai marcatori 
centrali avversari.

Fresco quattordicenne, il vivace Yuri è l’unico classe 1997 della rosa a disposizione di Claudio Luperto insieme al collega di reparto Luigi Stefani’, gallipolino più grande d’età di soli tre mesi e buona alternativa nelle rotazioni dei titolari, bravo a farsi trovare pronto e assicurare quattro squilli sotto porta nel corso della Regular Season.

La scoperta di questa sgusciante seconda punta con l’argento vivo addosso 
è l’ennesimo capolavoro di tempismo e oculatezza della società salentina, 
capace di setacciare con capillarità le province limitrofe e monitorare 
senza indugio anche i campetti meno battuti del territorio.
Concittadino del portiere Nicolò Petrarca, già sul taccuino di diversi osservatori in virtù della non disprezzabile peculiarità di dare sicurezza a tutta la terza linea con le sue uscite in presa alta, Meleleo è stato scovato nei dilettanti dell’AS Gioventù Calcio Cutrofiano, espressione sportiva sorta nel 1987 in rappresentanza del piccolo comune del Salento centro-meridionale, distante solo otto chilometri da Maglie.

Le sue qualità avevano già allertato i talent-scout della Roma, altro club le cui fortune sono costruite in buona percentuale sull’estrema competenza in ambito giovanile, tanto da fruttargli un provino a Trigoria nell’estate di quattro anni fa, in cui quel frugoletto appena decenne conquistò gli elettrizzati osservatori con colpi ad effetto mai fini a sé stessi e una completezza piuttosto inconsueta per un bambino. In effetti, l’attaccante magliese calcia quasi indifferentemente con entrambi i piedi, e benché non sia un finalizzatore puro puo’ disporre di una naturale, prolifica vena realizzativa, che riesce a sfruttare sia dettando i movimenti giusti ai compagni per farsi servire in profondità che creandosi da solo le occasioni da gol, preferibilmente partendo largo sull’out mancino per poi accentrarsi e concludere col destro. L’impossibilità logistico-familiare di sobbarcarsi un ulteriore trasloco, per giunta nell’ennesima nuova realtà, non permette però al ragazzo di accasarsi nella Capitale.

Eh sì perché nonostante la giovanissima età, Yuri ha alle spalle un curioso “curriculum itinerante”: ancora in fasce si trasferisce sul suolo tedesco per questioni lavorative legate all’impiego dei propri genitori, e vive la sua infanzia ad Erlangen, città extracircondariale situata nel Land della Baviera, nel distretto governativo della Media Franconia. La passione per il calcio lo contagia sin dai primi vagiti, ed è proprio in Germania che compie una vorticosa trafila formativa tra le giovanili di club bavaresi come ATSV Erlangen 1898, FSV Erlangen Bruck, SpVgg Greuther Fürth e alfine 
il ‘Der Ruhmreiche’, ossia il Norimberga nel 2005-2006. 
Appena dodici mesi prima del provino nella Città Eterna, aveva superato un’altra selezione organizzata dal prestigioso Stoccarda per scovare nuovi talenti in giro per la Bundesrepublik. L’improcrastinabile esigenza del padre di tornare in Italia fa sfumare anche in questa circostanza l’eventualità di una trattativa; chissà, sarebbe stato curioso vedere insieme una coppia di attaccanti salentini nella Jugend dei ‘Die Roten’, laddove cominciava a muovere i primi passi quel Mattia Maggio di tre anni più grande ed ora in forza alla Nazionale Under 17 di Pasquale Salerno

Tornato definitivamente in Salento, poche settimane dopo il suddetto approccio romanista si aggrega con entusiasmo al vivaio del Lecce
trovando stabilità ed equilibrio nella vita fuori dal campo. 
Il feeling con il fantasista Di Mariano è esploso fragorosamente quest’anno, quando i due sono stati protagonisti di una sorta di ‘staffetta’ per quanto concerne il mero aspetto realizzativo; se il palermitano è stato l’autentico mattatore nelle prime dodici partite del girone d’andata, Yuri Meleleo si è scatenato nelle sfide di ritorno, quando ha firmato il tabellino dei marcatori ben dodici volte (da aggiungere allo squillo sulla Salernitana alla seconda giornata) e con una disarmante continuità.

Questa costante progressione è stata inaugurata a febbraio con la prima doppietta in campionato, arrivata nel 5-0 inflitto ai calabresi della Vibonese. Gli altri graffi li ha dispensati contro Crotone (2-0), Bari (amaro 3-4 al Campo 'Salvatore Matarrese', dopo aver sciupato un vantaggio di due lunghezze), l’insidioso Catania allora capolista (1-0) e Cavese (1-1), togliendosi lo sfizio di esagerare al cospetto delle povere retroguardie di Cosenza (3-1)
e Barletta (8-1), quando ha infilato due splendide triplette per l’entusiasmo 
dei supporters locali.

Qualificato con pieno merito alla Fase Finale, un calendario sfortunato ha riservato al Lecce sin dai sedicesimi ad eliminazione diretta un proibitivo impegno contro la devastante Fiorentina di mister Federico Guidi, composta anch’essa quasi esclusivamente da ragazzi nati nel 1996, ad eccezione del congolese Luzayadio ‘Andy’ Bangu e Simone Carnevale (1997).
Al lusinghiero 0-0 casalingo dell’8 maggio 2011, sette giorni più tardi è seguita la netta sconfitta 0-3 sul campo dei Viola, trascinati dalla doppietta dell’ivoriano Diomandé Yann Cedric Gondo e della prima punta Lorenzo 
Di Curzio, protagonisti un mese dopo con Elia Papini, Francesco Posarelli 
e gli altri compagni di una straordinaria cavalcata nella Final Eight di Montepulciano, in cui i baby-gigliati hanno regolato con una netta dimostrazione di superiorità i pari-età di Roma, Genoa, Inter e Napoli 
e regalato ai propri colori il primo scudetto Giovanissimi della storia.

Yuri Meleleo puo’ comunque archiviare con un sorriso sulle labbra
questa lunga annata, foriera di esperienze molto preziose
per la carriera futura e con la ‘ciliegina natalizia’
del Torneo Giovanile organizzato dal Centro Tecnico Federale
di Coverciano, unico attaccante del 1997
selezionato dai CT per rappresentare
e testare sul campo le migliori promesse
Under 16 e Under 15 dello Stivale.

Marco Oliva per FUTBOLANDIA DREAMIN'


Oltre a Di Mariano, il biennio 1995-96 potrebbe regalare 
al futuro del nostro calcio
una serie di talentuosi prospetti dalla tecnica cristallina:

MATTIA ARAMU & VITTORIO PARIGINI (1995) - Torino
LEONARDO CAPEZZI & PAOLO MARCIANO (1995) - Fiorentina
EMANUELE ROVINI (1995) - Empoli
LORENZO TASSI (1995) - Brescia
FEDERICO VARANO (1995) - Atalanta
BRYAN CRISTANTE & MICHAEL FABBRO (1995 / 1996) - Milan
MATTEO ADAMO (1996) - Roma
FELICE GAETANO & GENNARO TUTINO (1996) - Napoli
ANTONIO LOI (1996) - Cagliari
MICHAEL VENTRE (1996) - Genoa

sabato 11 giugno 2011

Esterni difensivi destri: HUGO MALLO NOVEGIL (1991) - Spagna

C'è un tormentone molto gettonato
che comincia a risuonare ogni qual volta ci si affacci
alle svariate finestre di calciomercato
lungo il corso delle stagioni agonistiche:
la penuria ormai atavica di esterni affidabili,
in particolar modo per quanto concerne quegli imprescindibili
“laterali di spinta” posti tatticamente
agli estremi della linea difensiva,
giocatori polivalenti capaci di macinare chilometri
sulla propria fascia di competenza per supportare la fase offensiva
e allo stesso tempo incaricati di assicurare
un contributo significativo in copertura,
bravi nelle sovrapposizioni quanto nelle diagonali di rinculo.

Oggettivamente, non è affatto impresa agevole per i direttori sportivi nostrani scovare figure così ambite, e giustamente chi ha in casa i tesori più preziosi se li tiene ben stretti, al massimo pretende cifre spropositate rispetto all’effettivo valore del giocatore, tanto da esser spesso costretti a travalicare i confini continentali e setacciare alla bisogna il ricco panorama sudamericano, col risultato di imbarcarsi in aste ultra-milionarie per il presunto “nuovo Cafu” 
o “heredero de Roberto Carlos” di turno (Idee Mancine), 
come se fosse possibile clonare fuoriclasse del recente passato 
solo grazie agli stampini affibbia-etichette di procuratori (imbonitori?...)
in vena di eccessivo ottimismo.

Eppure, se si ha voglia di rischiare modiche cifre e proporre alla propria piazza nomi meno altisonanti rispetto ai “soliti noti”, il mercato europeo offre ancora alternative credibili in ambito giovanile, per quanto a nostro avviso la strada maestra debba essere sempre quella di allevare in casa i protagonisti del futuro, investendo maggiormente nei vivai… ma questo è un altro discorso, purtroppo. Pensando alla fascia destra, balzano subito alla mente nomi ormai conosciuti come quelli di Andreas Beck (1987, Germania), Gregory Van der Wiel (1988, Olanda), gli inglesi classe ’90 Kyle Walker e Martin Kelly, il gallese Adam Matthews (1992, già prelevato dal Celtic Glasgow) e perché no lo sfortunato danese Anders Randrup (1988, tanti infortuni a frenarne la crescita), l'israeliano Dor Malul (1989, vicino all'approdo in Belgio, sponda Beerschot AC, in prestito dal Maccabi Tel Aviv e con opzione sul riscatto), 
lo svizzero Philippe Koch (1991, Zurigo: farà parte della spedizione elvetica Under 21 negli Europei di categoria) e i suoi coetanei dalla Francia
(Loic Nego, svincolatosi dal Nantes e vicino alla Roma) o dalla Spagna (Martín Montoya, ennesimo prodotto in rampa di lancio da La Masia), 
ma le future cronache di mercato potrebbero cominciare ad occuparsi 
con maggiore insistenza anche dell’altro iberico
Hugo Mallo Novegil (1991) del Celta Vigo,
prospetto ventenne con ampi margini di miglioramento
e senz’altro più economico di alcuni succitati omologhi nel ruolo.


nome: HUGO
cognome: MALLO NOVEGIL

data di nascita: 22 giugno 1991
luogo di nascita: Marín, Pontevedra
[Comunidad Autónoma de Galicia - SPAGNA]

ruolo: DIFENSORE ESTERNO
piede preferito: destro

Altezza: 173 cm
Peso: 69 kg

Squadra attuale: REAL CLUB CELTA DE VIGO S.A.D.
[Liga Adelante - Segunda División de España]
Numero di maglia # 2

Mossi i primi passi nella natìa Galizia, dapprima negli Infantiles dell’E.F. Porvir e successivamente nel Pontevedra Club de Fútbol, viene selezionato dagli osservatori dei ‘Los Celtiñas’ ed aggregato in quella prolifica cantera il 30 novembre 1999, a seguito di un provino molto soddisfacente e nonostante sia ancora poco più che un bambino. Ragazzo serio e professionale, con l’apprezzabile dote di predisporsi umilmente ai consigli dei tecnici nelle giovanili, durante il percorso di formazione nel club si fa notare appena diciottenne dall’allenatore Eusebio Sacristán Mena, che decide di aggregarlo alla Prima Squadra nell’estate del 2009 
con lo scopo di fargli acquisire preziosi gettoni di esperienza nelle amichevoli della pretemporada.

La fiducia del pluri-decorato ex-centrocampista di Valladolid, Atlético Madrid, Barcellona e lo stesso Celta Vigo (543 partite disputate in carriera nella Primera División, un bottino che lo pone al secondo posto in assoluto nella storia della massima divisione iberica alle spalle di Andoni Zubizarreta) nelle qualità del ragazzo è talmente incondizionata da portarlo ad avallare senza remore la decisione del presidente Carlos Mouriño di mettere sul mercato il ben più esperto Edu Moya, che vivrà una contraddittoria situazione da separato in casa sino alla cessione all’ Hércules CF e dopo uno spiacevole contenzioso economico esposto all’AFE (Asociación de Futbolistas Españoles) insieme ai compagni Notario, Peña, Rubén e Fajardo ai danni della società galiziana. Eppure questa situazione turbolenta pare non scalfisca affatto la personalità di Hugo Mallo, bravo a non farsi schiacciare dalla pressione delle aspettative sul suo conto e molto convincente nelle occasioni in cui viene chiamato in causa, dimostrandosi pronto a giocarsi le sue carte nella stagione alle porte con il neo-acquisto portoghese Vasco Fernandes, l’altro terzino destro nella rosa 2009/2010.

L’esordio in partite ufficiali non tarderà certo ad arrivare: il 29 agosto 2009, nella sfida casalinga contro il CD Numancia valevole per la prima giornata della Segunda División, l’infortunio prematuro dell’esterno sinistro e giovane bandiera degli ‘olívicos’ Roberto Lago Soto convince il coraggioso mister a gettarlo nella mischia ad inizio ripresa. Il match si chiude con un’inopinata sconfitta (1-2), ma la capacità di repentino adattamento sull’out mancino denotata dal giovane Hugo non passa certo inosservata, lasciando intravedere quella preziosissima duttilità su entrambe le fasce che gli garantirà un minutaggio via via più elevato nel prosieguo del campionato. Subodorata la possibile esplosione del ragazzo, la dirigenza si era affrettata la settimana prima ad offrirgli un nuovo contratto da professionista con scadenza nel 2013, cautelandosi con l’inserimento di una clausola rescissoria pari a 10 milioni di euro per scongiurare eventuali tentazioni di squadre più blasonate.

Messi insieme altri due subentri a partita in corso nei successivi impegni in calendario (doppio pareggio, 1-1 contro UD Salamanca e Levante),
Hugo si guadagna con merito maggiori spazi e diventa uno dei più coccolati dal pubblico assiso sugli spalti dell’Estadio Municipal de Balaídos.
Inoltre, tre giorni dopo il debutto con i ‘Numantinos’, è in campo dall’inizio per il Secondo Turno della Copa del Rey al cospetto del Real Unión
(2-1, doppietta del trequartista Roberto Trashorras), passo inaugurale di un sorprendente cammino in cui il Celta Vigo si spingerà sino ai quarti di finale come unica rappresentante della seconda divisione nazionale. Suggestivo e senz’altro clamoroso nell’esito si rivela il rendez-vous agli ottavi tra i ‘Los Celestes’ e il Villarreal; all’andata del 6 gennaio 2010, le fasce della terza linea nell’undici schierato da Eusebio sono presidiate dai concittadini Hugo Mallo e Víctor Vázquez Rosales (1989, al debutto assoluto in Prima Squadra), posti ai fianchi del venezuelano Andrés Túñez e il catalano Jordi Figueras. La solita zampata di Giuseppe Rossi e il colpo di testa del subentrato Arthuro allo scadere della prima frazione fisseranno il punteggio sull’1-1, ma sarà comunque un’Epifania da ricordare per la coppia marinense, affiatata dentro e fuori dal campo. Un penalty trasformato al novantesimo dal numero dieci Trashorras affonda a domicilio ‘El Submarino Amarillo’ nel retour-match del Madrigal, regalando al Celta il prestigioso approdo al turno successivo, laddove le reti di Diego Forlán e Tiago (0-1 e 1-1) si riveleranno decisive per l’Atlético Madrid futuro finalista.

Nonostante l’anonimo dodicesimo posto in classifica, figlio anche di una preoccupante anemia offensiva (terzo peggior attacco del campionato, appena trentotto le reti realizzate nelle quarantadue giornate, a fronte della sesta difesa meno perforata), la positiva annata d Hugo Mallo (30 presenze complessive, 25 in Liga Adelante e 5 nella coppa nazionale) si chiude con lo scontato riconoscimento locale di "Mejor Deportista Marinense del Año" e la sospirata convocazione nella Spagna Under 19, impegnata in Francia negli Europei di categoria con una rosa zeppa di talenti molto più noti come Iker Muniain, Keko, Thiago Alcantara, Sergio Canales, Oriol Romeu, Koke, Rubén Rochina, Ezequiel Calvente… Il CT Luis Milla Aspas gli concede solo una apparizione, proprio quando le scatenate e un po’ spocchiose ‘Furie Rosse’ si divertono ad impallinare l’inguardabile retroguardia dell’Italia di Massimo Piscedda (netto 3-0 ed errori imbarazzanti per gli spaesati centrali azzurri) 
per stravincere il Gruppo B a punteggio pieno, dato che nel suo ruolo preferisce affidarsi alla maggior esperienza internazionale del barcelonista Martin Montoya. La pericolosità del capocannoniere Daniel Pacheco 
ed il graffio di Rodrigo Moreno non bastano però agli iberici nell’ultimo atto del 30 luglio per aver ragione dei padroni di casa, bravi a ribaltare il punteggio nella finale allo Stade Michel d'Ornano di Caen e bissare così il titolo conquistato nel 2005 in Irlanda del Nord. In agosto, il gruppo si ritroverà 
in Colombia per i Mondiali Under 20.

Tornato all’ovile da vice-campione d’Europa Under 19 in carica, per quanto spettatore non pagante più che protagonista, Hugo Mallo trova il nuovo allenatore Francisco 'Paco' Herrera Lorenzo ad accoglierlo, ed una dirigenza ormai sempre più determinata nell’affidargli le chiavi del ‘lado derecho de la zaga’, tanto da non riscattare il prestito e rispedire al mittente (Leixões SC ) senza rimpianti il lusitano Vasco Fernandes. Malgrado due fastidiosi infortuni invernali, il ragazzo conferma definitivamente tutte le sue qualità, incoraggiando il mister a sbilanciarsi e definirlo senza reticenze “el mejor lateral de la categoría”. Esterno basso velocissimo in progressione, il suo fisico minuto ma compatto non gli impedisce di poter contare su una discreta forza fisica nei contrasti, anche grazie alla naturale intelligenza tattica con cui riesce a tener testa ad avversari più prestanti. Furbo e smaliziato per l’età, sul fronte offensivo puo’ offrire una rispettabile tecnica di base, che lo spinge a proiettarsi in avanti con coraggio alla ricerca del cross giusto per i compagni, senza trascurare la buona capacità nei tiri dalla media distanza. 
In quest’ottica, puo’ e deve comunque accrescere il suo bagaglio, garantendo un maggior contributo in termini di assist e finalizzazione personale, verosimilmente in rapporto alla graduale crescita di fiducia nei propri mezzi.

Il vero punto critico sul potenziale del giovane risiede più che altro nell’ambito disciplinare, dato che la sua antipatica abitudine di protestare in maniera accorata e l’aggressività con cui effettua alcuni interventi difensivi costringono i direttori di gara a sanzionarlo frequentemente: ventidue cartellini gialli e due espulsioni in un biennio costituiscono un poco invidiabile bottino, senz’altro uno spigolo da smussare al più presto. D’altronde, se vuole davvero dimostrare di meritarsi i frettolosi accostamenti di alcuni osservatori ai migliori laterales nella recente storia dei Celtiñas (“el nuevo Míchel Salgado”“el heredero de Jorge Xurxo Otero”: la malattia dei paragoni semplicistici contagia un po’ tutti, a quanto pare…), deve auto-disciplinarsi ed imparare dai propri errori.

I facili entusiasmi galiziani non sono comunque da biasimare: a seguito della retrocessione di quattro anni fa, le ultime tre disgraziatissime annate e la contemporanea crisi finanziaria nelle casse societarie avevano portato alla depressione sportiva un po’ tutto l’ambiente, e solo in questo 2010-2011 il Celta Vigo è tornato a competere in posizioni più consone alla sua tradizione. Il 4-2-3-1 disegnato da Paco Herrera ricorda ai nostalgici la struttura tattica della splendida squadra che incantò il Vecchio Continente a cavallo tra la fine degli Anni Novanta e il subentrare del nuovo millennio, per quanto sia impossibile avvicinare anche solo lontanamente la qualità degli interpreti di quel periodo. Indelebili agli occhi degli appassionati di questo sport le gesta dell’EuroCelta di Víctor Fernández, capace di proporre il miglior calcio continentale (memorabili le imprese contro il Liverpool, un 7-0 al malcapitato Benfica, il 4-0 alla Juventus di Carletto Ancelotti vittoriosa all’andata, uno sfortunato derby di UEFA con il Barcellona nei quarti di finale 2000-01 tra 
le altre) grazie ad un collettivo in cui spiccava il geniale direttore d’orchestra russo Aleksandr Mostovoj, e un supporting-cast d’eccezione costituito dal connazionale Valerij Karpin, la diga mediana Claude Makélélé & Giovanella, 
e poi Gustavo López , Benni McCarthy, Juanfran, Mazinho, l’israeliano Haim Revivo… Il modulo attuale è senza dubbio meno spettacolare e più improntato all’equilibrio, con l’interessante adattamento a centrale difensivo del mediano Jonathan Vila, uno dei tanti canterani su cui i ‘Celestes’ hanno costruito 
la propria ossatura.

Lo scorso 16 ottobre è arrivato anche il primo gol tra i professionisti
per Hugo Mallo Novegil, freddo nel finalizzare una sgroppata sulla fascia con un comodo destro ad incrociare nell’angolo basso di Diego Mariño, estremo difensore del Villarreal B (2-2 il risultato al novantesimo), sfruttando al 79’ l’assist col contagiri del solito Trashorras. Le immancabili sirene dei grandi club cominciano a farsi sempre più insistenti nella sessione invernale del calciomercato, quando il suo nome viene accostato ora allo stesso Villarreal, ora all’Atlético Madrid, con un Valencia alla ricerca di un sostituto di Miguel 
e addirittura il Real Madrid intenti a far sondaggi sul costo del cartellino.
Si mobilitano anche osservatori d’Oltremanica per conto del Chelsea, incaricati di visionare lui e il promettente centrocampista Denís Suárez Fernández (classe 1994), il talento poi ingaggiato dal Manchester City appena un mese fa e di cui si dice un gran bene.

Nel frattempo Hugo è concentrato sul presente, impegnato a dare il massimo in campo nella Promoción de Ascenso a Primera División, i play-off 
che valgono il complicato accesso alla Liga e in corso di svolgimento.
Nella semifinale d’andata casalinga dell’8 giugno, il Celta Vigo ha piegato 
i meglio classificati giocatori del Granada CF grazie alla firma al 77’ del centrocampista Michu, e stasera proveranno a difendere con le unghie 
il prezioso vantaggio all’Estadio Nuevo Los Cármenes.

Marco Oliva per FUTBOLANDIA DREAMIN'

martedì 7 giugno 2011

CONCACAF’s talents: Ulises Dávila (1991, Messico) & Joel Campbell (1992, Costa Rica)

In virtù della fragorosa esplosione di Javier Hernández Balcázar,
egregio protagonista nell’ottima stagione del Manchesterd United
versione 2010-2011, piegato solo dalle trame di gioco
di un meraviglioso Barcellona,
i riflettori del cosiddetto ‘calcio che conta’ sono sempre più decisi
nel puntare il proprio cono di luce sul mercato nord-centroamericano,
laddove è possibile scovare affari low-cost
ma verosimilmente redditizi sul mero aspetto tecnico.

Quest’oggi vogliamo presentare brevemente due possibili,
affascinanti scommesse per il futuro, entrambi ancora parecchio acerbi
rispetto all’esasperato tatticismo e al vigore agonistico
peculiari del calcio continentale, ma bravi in questi giorni
a farsi notare dalla consueta pletora di talent-scout,
assiepata sugli spalti nelle competizioni internazionali estive
in corso di svolgimento.




nome: ULISES ALEJANDRO
cognome: DÁVILA PLASCENCIA

data di nascita: 13 aprile 1991
luogo di nascita: Guadalajara
[Estado de Jalisco – MESSICO]

ruolo: ATTACCANTE
piede preferito: sinistro, calcia bene anche col destro

Altezza: 175 cm
Peso: 73 kg

Squadra attuale: CLUB DEPORTIVO GUADALAJARA CHIVAS
[Primera División de México]
Numero di maglia # 11



Al “Festival International Espoirs de Toulon et du Var – Under 20”, meglio noto come Torneo di Tolone 2011, una splendida azione individuale ha fatto sobbalzare sulla sedia gli increduli spettatori dello Stade du Ray di Nice: al cinquantasettesimo minuto di Ungheria-Messico (4 giugno, seconda giornata del Gruppo B), con il punteggio ancora inchiodato sullo 0-0, il guizzante capitano della ‘Tri’ ha conquistato palla a centrocampo ai danni di Tamás Tajthy, si è involato sull’out mancino tallonato dal disperato tentativo di recupero del numero dieci avversario Balázs Balogh, ha rifilato un tunnel in velocità al terzino destro Dávid Kálnoki Kis e si è accentrato puntando deciso verso la porta, lasciando poi partire un destro a giro dal limite dell’area di rigore che ha trafitto l’incolpevole estremo difensore magiaro Péter Gulácsi, in forza al Liverpool.

Una giocata da urlo, che ha strappato i convinti applausi del pubblico all’indirizzo del semisconosciuto autore, quell’Ulises Dávila che aveva già presentato il suo biglietto da visita appena due giorni prima allo Stade Perruc di Hyères nel match d’esordio contro i padroni di casa della Francia, acciuffando al 25’ il momentaneo pareggio grazie ad un bel gol di rapina, mirabile per rapidità d’esecuzione, firmato con un sinistro secco sul palo lontano dopo una grave indecisione della retroguardia transalpina. In quella circostanza, l’impetuosa reazione dei giovani ‘Galletti’, favoriti indiscussi per la vittoria finale nella manifestazione, aveva un po’ disorientato l’undici di coach Juan Carlos Chávez Zárate, incapace di porre un argine alle realizzazioni di Joseph-Monrose, Tafer e Benezet per un pesante rovescio finale (1-4).
Invece contro i magiari la musica è stata molto diversa, con il guizzante numero undici a trascinare i propri compagni e rivelarsi immarcabile per il povero Kálnoki Kis, spaesato anche in occasione di un altro numero ad effetto qualche minuto più tardi, con Dávila a saltarlo di giustezza grazie ad un agile ‘scavetto’ di destro per poi incrociare un po’ debolmente col piede opposto, permettendo al portiere di sventare la minaccia in uscita bassa. Il raddoppio messicano non si è però fatto attendere, concretizzandosi al 66’ a causa di uno sciagurato disimpegno di Balogh che ha spalancato la via della rete dinnanzi al centrocampista Carlos Emilio Orrantía, agevolando la comunque meritata vittoria della compagine nordamericana.

Una formazione che puo’ avvalersi delle prestazioni di talenti molto promettenti, non a caso trionfatori nel Premundial CONCACAF Sub-20 2011, tenutosi in Guatemala a cavallo tra il 28 marzo e il 10 aprile scorsi. Dávila è stato il top-scorer della squadra anche in quella circostanza con quattro realizzazioni, capace di siglare gol pesanti e decisivi ma anche 
di pregevole fattura sul lato squisitamente tecnico, un dettaglio
 che non guasta mai agli occhi degli appassionati di questo sport.
Dopo il comodo 3-0 rifilato ai pari-età cubani (firma inconsueta per il normolineo Ulises, che non fa certo del gioco aereo la sua dote principale: una zuccata sul palo lungo ad incrociare un cross al bacio di Diego Eduardo De Buen Juárez, centrocampista del Pumas), il Messico si è sbarazzato senza patemi di Trinidad and Tobago con un sonoro 5-0, sospinto dalla tripletta di Taufic Guarch e il duplice squillo di Alan Pulido Izaguirre. Liquidato il Canada nei quarti di finale (3-0), una magia del solito Dávila al quarto d’ora del primo tempo ha aperto le danze nel successivo turno contro Panama (4-1), un chirurgico destro a girare dai venticinque metri che si è andato a depositare morbidamente alle spalle di Kevin Melgar.

Ancor più rimarchevole il contributo assicurato quarantottore dopo, nell’atto conclusivo all’Estadio Nacional Mateo Flores; con Costa Rica in vantaggio 
a sorpresa al diciassettesimo grazie alla sgroppata di Joseph Martín Mora Cortés, è bastato un solo minuto ad Ulises per scongiurare la fuga avversaria con un sinistro di prima intenzione verso il palo più lontano su invito di Saúl Villalobos Gutiérrez, precedendo il gran tiro di controbalzo con cui Orrantía ha trafitto un disattento Mauricio José Vargas per il sorpasso. Il suggello sulla vittoria lo ha garantito ancora lo scatenato Dávila, soffiando letteralmente il pallone al collega di reparto Pulido per bucare ancora la rete avversaria e consegnare al suo Paese il tredicesimo alloro nella storia della competizione; la 'Tri' si è così guadagnata anche il diritto di partecipare ai Mondiali Under 20 Colombia 2011.

In ogni caso, è doveroso andarci piano con le facilonerie
 o i paragoni scomodi; rispetto al succitato ‘Chicharito’, 
Ulises Alejandro Dávila Plascencia condivide solo le stesse origini 
(Guadalajara, celeberrimo capoluogo dello stato di Jalisco, 
nella parte centroccidentale degli Estados Unidos Mexicanos) 
e il club di formazione. In particolare, più che un finalizzatore puro 
si puo’ considerare un attaccante esterno sgusciante e tecnico,
 trequartista all'occorrenza, a suo agio in campo aperto 
come vertice laterale di un tridente offensivo 
e con piede educato anche sui calci piazzati.
Rapidità d’esecuzione e spiccata attitudine nell’attaccare gli spazi 
sono le peculiarità che lo contraddistinguono maggiormente.

Durante la trafila nel Club Deportivo Guadalajara, si è tolto la soddisfazione di vincere il Campeonato Nacional Juvenil de Fuerzas Básicas nel luglio 2006 da match-winner nella decisiva sfida col Pachuca (1-0). Nella stessa indimenticabile annata, si rivela uno degli elementi fondamentali nello storico trionfo del suo amato club alla Manchester United Premier Cup, una sorta di ‘Mondiale per Club Under 15’. Dopo il pareggio all’esordio con l’Inter di Mattia Destro (1-1 – terzo posto finale per i nerazzurri), uno splendido cammino senza sconfitte porta i giovani ragazzini messicani a sbarazzarsi in sequenza di Orlando Pirates, Bulleen Lions, FC Brussels, i temibili brasiliani del Săo Paulo (2-1) e i nipponici Tokyo Verdy (1-0), prima di piegare con autorità le resistenze dell’Arsenal (2-1, reti manco a dirlo di Dávila e Paredes) ed alzare nel cielo albionico il prestigioso trofeo per quella che è al momento l’unica volta di una rappresentante del Messico.

Tre anni più tardi (29 agosto 2009) è arrivato il suo esordio
in Prima Squadra, in occasione del match casalingo valevole per la sesta giornata del Torneo Apertura con il Pachuca. Sotto di un gol (1-2) a causa di un brutto errore dell’estremo difensore Luis Ernesto Michel proprio allo scadere della prima frazione, il mister decide di sostituire Mario Humberto De Luna Saucedo per buttare nella mischia il suo giovane attaccante di riserva al sessantesimo minuto, con l’idea di avanzare decisamente il baricentro tattico e dare man forte alle folate della coppia offensiva Chicharito Hernández-Omar Bravo. Un rigore procurato dal primo e trasformato dal secondo regalerà il sospirato pareggio ai padroni di casa, mentre il debutto di Ulises si segnala 
per impegno e personalità.

Ad oggi, il suo utilizzo è ancora parecchio centellinato dall’allenatore José Luis Real Casillas, concentrato soprattutto nella gestione dell’altro talento della squadra Érick 'El Cubo' Torres, potenziale ‘craque’ classe 1993.
In attesa di maggiori spazi nel proprio club, la vittoria ottenuta ieri contro la Cina (2-1, David Izazola su rigore e Diego Reyes i marcatori) permetterà a Ulises Dávila e allo stesso Torres di continuare la marcia nel Tolone 2011, sfidando dopodomani allo Stade Mayol la forte Colombia di Edwin Cardona in semifinale; a seguire, gli Azzurrini di Ciro Ferrara proveranno a sovvertire il pronostico sfavorevole contro i ‘Blues’.


nome: JOEL NATHANIEL
cognome: CAMPBELL SAMUELS

data di nascita: 26 giugno 1992
luogo di nascita: San Rafael Abajo
[Cantón Desamparados,
Provincia de San JoséCOSTA RICA]

ruolo: ATTACCANTE
piede preferito: sinistro

Altezza: 178 cm
Peso: 72 kg

Squadra attuale: DEPORTIVO SAPRISSA S.A.D.
[UNAFUT, Unión de Clubes de Fútbol
de la Primera División – Costa Rica]
Numero di maglia # 36


La scorsa notte è arrivato il primo gol in Nazionale Maggiore per lo sfrontato Joel Campbell, a tre settimane esatte ormai dal tagliare il traguardo dei suoi diciannove anni d’età. Nel match inaugurale dell’undicesima edizione della CONCACAF Gold Cup, organizzata quest’anno dagli Stati Uniti d’America, Costa Rica ha rispettato ampiamente i pronostici seppellendo i malcapitati ‘Leones del Caribe’ cubani con un netto 5-0, facendo scempio della rivedibile fase difensiva degli uomini allenati da Raúl Valentín González Triana. Sicuro che la doppietta del “russo” Marco Ureña e le realizzazioni di Álvaro Saborío e Heiner Mora avessero messo al sicuro il punteggio in soli quarantasette minuti di gioco, coach Ricardo Antonio La Volpe Guarchoni ha deciso di concedere la standing ovation proprio al suo bomber dell’ultim’ora, attualmente in forza al FK Kuban Krasnodar e precettato in extremis per sopperire all’infortunio muscolare occorso a Bryan Ruiz (la punta di diamante dei ‘Ticos’) per lasciar spazio al giovanissimo Joel, un’altra delle sorprese assolute nelle convocazioni.


Il ragazzo non ci ha messo molto a smentire l’inevitabile scetticismo degli addetti ai lavori, increduli a dir poco nel vederlo confrontarsi in un torneo così importante senza poter contare neanche su un minutaggio adeguato nel proprio club d’appartenenza: entrato in campo da un quarto d’ora, ha bruciato il marcatore diretto sulla fascia sinistra per premiare la generosa cavalcata sul lato opposto del compagno Mora, bravissimo a saltare il portiere in uscita e crossare in area di rigore, laddove un sinistro al volo ad incrociare dell’accorrente Campbell si è insaccato all’incrocio dei pali e nonostante il vano sforzo di rientrare in porta dell’esperto Odelín Molina.

Un esordio da incorniciare per il ragazzo, non c’è che dire; appena sette giorni prima era sceso in campo al La Sabana Stadium di San José per difendere i colori de ‘La Sele’ Under 23 in amichevole contro la Nigeria Olimpica di Austin Eguavoen, sconfitta clamorosamente 1-0 dal pallonetto di Diego Madrigal che ha fomentato ancor di più l’entusiasmo contagioso degli spettatori costaricensi.

Tutto sommato per Joel Nathaniel Campbell Samuels è ormai consuetudine bruciare le tappe; lo scorso inverno il suo nome era circolato con insistenza nelle cronache di mercato, quando il quotidiano ‘Al Día’ aveva svelato l’interesse nei suoi confronti riservato da alcune società italiane come Parma, Genoa, Sampdoria e il Chievo del sempre illuminato DS Giovanni Sartori. Soprannominato in maniera decisamente esagerata il nuovo Eto’o (…),
il prospetto nativo di San Rafael Abajo è un attaccante mobile dal bagaglio tecnico piuttosto completo, capace di sfruttare il suo naturale atletismo lungo tutto il fronte offensivo, esplosivo in progressione ed efficace nel creare la superiorità numerica sia per i compagni che per sé stesso, grazie ad un invidiabile fiuto per il gol che spesso si traduce in tiri secchi e precisi verso lo specchio della porta.

La prima vetrina internazionale in cui si era messo in luce risale a due anni fa, quando fu titolare indiscusso della Nazionale Under 17 partecipante al Mondiale di categoria di Nigeria 2009. Purtroppo, le sciagurate esibizioni e l’inadeguatezza di alcuni elementi (specie nell’ “emozionante” retroguardia Tricolor…) condannarono Costa Rica ad una comparsata dagli scarsi risvolti agonistici, per quanto Joel fosse comunque riuscito a bagnare il suo esordio con un gol di astuzia ai danni della Nuova Zelanda (1-1), presentandosi beffardamente al cospetto dell’estremo difensore Coey Turipa a seguito di uno scontro ai limiti del comico tra gli ‘All Whites’ Adam Thomas e Josh Morrison. La successiva doppia disfatta contro Turchia (1-4, tap-in a porta sguarnita del compagno Jonathan Moya dopo un clamoroso palo colpito dallo stesso Campbell) e Burkina Faso (altro pesante 1-4) relegarono mestamente la formazione del CT Juan Diego Samuel a fanalino di coda del Gruppo D,
ma le anarchiche serpentine di quell’ignoto numero undici avevano appena conquistato i loro primi estimatori.

Sorte ben diversa nel Premundial CONCACAF Sub-20 di Guatemala 2011 della scorsa primavera, laddove i giovani ‘Ticos’ si sono arrampicati sino alla finalissima,arrendendosi solo alla superiorità dei pari-età messicani.
Autentico mattatore della competizione si è rivelato essere proprio Joel Campbell, capocannoniere con 6 reti (su cinque presenze complessive) e sulle spalle stavolta il più suggestivo numero dieci. Il debutto all’Estadio Cementos Progreso contro Guadeloupe è stato subito chiarificatore rispetto alle capacità del ragazzo: fuga sulla destra e dribbling di tacco per disorientare il capitano avversario Mathieu Rhoda ed indirizzare col mancino a giro il pallone sul secondo palo, e cinque minuti dopo un penalty a spiazzare con relativa facilità il portiere Kevin Anselme.

Autore di un’altra ottima prestazione nell’impegno successivo (3-0 al Canada: punizione a giro dal limite infilata all’incrocio dei pali e consueta fuga sull’out esterno con tacco a rientrare ed assist per smarcare a porta vuota il rimorchio dell’accorrente Mynor Escoe), il funambolo costaricense si scatena letteralmente nei quarti di finale, inaugurando un’irresistibile rimonta contro l’illusorio vantaggio di Cuba. Dopo essersi procurato e aver trasformato il rigore del pareggio, chiude definitivamente i conti al 58’ eludendo l’intervento in copertura di due avversari con un bel dribbling secco col piede preferito per poi liberare un potente destro ad incrociare, insaccando poi a tempo quasi scaduto la sua personale tripletta alle spalle dello sfortunato Odisnel Cooper Despaigne, ponendo in calce la sua prepotente firma su un 6-1 che non ammette repliche. Nonostante la succitata vittoria del Messico, oltre alla piazza d’onore Costa Rica si è guadagnata il diritto di disputare i XVI Pan American Games - Guadalajara 2011 (ottobre prossimo) e soprattutto l’ennesima partecipazione al prestigioso palcoscenico del Campionato Mondiale Under 20 – Colombia 2011 (29 luglio – 20 agosto),
la decima nella storia della Selección.

Per quanto concerne la sua carriera nei club,
il promettente Joel Campbell è appena rientrato al Deportivo Saprissa
dopo una breve parentesi in prestito al Puntarenas Fútbol Club;
la sua prima apparizione tra i professionisti con la maglia
del ‘Monstruo Morado’ risale al 3 luglio 2008,
una settimana dopo aver compiuto sedici anni.

Marco Oliva per FUTBOLANDIA DREAMIN'