Gente tosta gli estremi difensori teutonici, altro che no. E non serve andare
a ripescare dagli archivi della memoria una figura leggendaria come quella
di Bert Trautmann da Brema, paracadutista volontario nella Luftwaffe forgiato con tempra d’acciaio, sopravvissuto tre giorni sotto le macerie
di un edificio in Olanda, allo scoppio di “qualche” bomba esplosa a distanza ravvicinata e innumerevoli tentativi d’evasione dalle prigioni di guerra, alfine catturato dagli inglesi nel 1945 ed assurto ad imperitura leggenda proprio nella bianca Albione nel giro di qualche anno, sigillando i pali del Manchester City tra il 1949 e il 1964 e consentendo la vittoria della terza FA Cup nella storia
dei ‘Citizens’ in data 5 maggio 1956, allorquando non bastò uno scontro drammatico con Peter Murphy ed un infortunio al collo per costringerlo
ad arrendersi durante la finale contro il Birmingham City.
La Bundesrepublik, infatti, può fregiarsi da sempre di una scuola dall’altissimo livello tecnico nel ruolo, che passa dall’eroe del 1954 Toni Turek (autentico muro di gomma nell’eludere i tumultuosi assalti dell’Aranycsapat per l’ancor oggi memorabile “miracolo di Berna”) all’ideale staffetta tra gli acrobatici Sepp Maiered Harald Schumacher, che ha caratterizzato un ventennio ricchissimo per la Germania Ovest (una Coppa del Mondo, quattro podi iridati e due Campionati Europei a dar lustro alla bacheca tra il 1966 ed il 1986), un serbatoio talmente prolifico da costringere addirittura ad antipatici dualismi, come quelli che hanno visti protagonisti Bodo Illgner e Andreas Köpke a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, e soprattutto Oliver Kahne Jens Lehmannin tempi più recenti, sempre pronti a punzecchiarsi a distanza con un microfono accostato alla bocca dal di fuori del rettangolo verde. Ed è proprio alla luce della rivalità tra questi ultimi che qualcuno ha accostato i nuovi astri nascenti dellaclasse 1992, promossi titolari a sorpresa nei rispettivi club lungo il corso di questa stagione: secondo il Direttore Tecnico della DFB (Deutscher Fußball-Bund ) Matthias Sammer, “Bernd Leno del Bayer Leverkusen mi ricorda molto l’ex-portiere di Arsenal, Borussia Dortmund e Milan, e non a caso è cresciuto sotto la sua ala protettiva tra il 2008 e il 2010 nelle file dello Stoccarda; anche tra i pali, sembra che il ragazzo abbia seguito molti consigli del suo illustre tutor, assumendo un portamento che ne ricalca le gesta da vicino, quasi prudente e garbato nei modi, eppure efficace. Viceversa, la feroce determinazione e il naturale agonismo che Marc-André ter Stegen riversa nella propria professione lo rende senz’altro simile al fuoriclasse che ha fatto le fortune di Karlsruhe e Bayern Monaco. È un estroverso, si percepisce, eppure riesce a trasmettere una grande tranquillità ai propri compagni. In Federazione abbiamo scommesso in special modo su di lui nel corso della trafila nelle selezioni under nazionali, ma in futuro sarà una bella lotta…”.
nome: MARC-ANDRÉ
cognome: TER STEGEN
data di nascita: 30 aprile 1992
luogo di nascita: Mönchengladbach
[North Rhine-Westphalia - GERMANIA]
ruolo: PORTIERE
piede preferito: destro
Altezza: 189 cm
Peso: 85 kg
Squadra attuale:
BORUSSIA VfL 1900 MÖNCHENGLADBACH
[Fußball-Bundesliga, Germania]
Originario del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, la terra che ha dato i natali a Turek, Schumacher, lo stesso Lehmann e quel Manuel Neuer di cui un giorno potrebbe rivelarsi erede degno e meritorio, ter Stegen nonostante la giovane età è curiosamente l’elemento che può vantare la militanza più duratura nella rinnovata rosa del Borussia Mönchengladbach versione 2011/2012, visto che è entrato a far parte della Fußball-Schule bianconeroverde già nel 1996, poco più che bambino. Come accaduto al succitato Leno, che è stato prelevato in prestito dai “farmacisti” a metà agosto 2011 per far fronte agli infortuni di René Adler e Fabien Giefer, sono stati i problemi fisici dei titolari a consentirgli di esprimere le sue qualità, nella fattispecie l’indisponibilità del belga Logan Bailly nella scorsa primavera. Un esordio di fuoco per il ragazzo, chiamato a difendere i pali dei ‘Die Fohlen’ in occasione del derby casalingo di fronte al Colonia di Lukas Podolski (10 aprile 2011, un netto 5-1 figlio della giornata di grazia vissuta dallo straordinario talento offensivo Marco Reus), per giunta in una situazione niente affatto positiva per quanto concerne la classifica.
La personalità debordante e la calma olimpica con cui ha affrontato tale impellenza gli sono valse una meritata conferma anche nei turni successivi, in cui una compagine che veniva da due sconfitte consecutive ed era malinconicamente ancorata all’ultima posizione in graduatoria sin da novembre è riuscita ad inanellare tre ulteriori vittorie, con tanto di scalpo eccellente ottenuto ai danni dei futuri campioni del Borussia Dortmund (1-0 allo Stadion im Borussia-Park, 24 aprile), costretti a rinviare una festa che attendevano da nove lunghe stagioni. Prima della fuga da opportunista del match-winner Mohammadou Idrissou, era stata la prestazione da urlo della giovane promessa con la maglia numero ventuno sulle spalle a strozzare in gola le urla d’esultanza giallonere: tra le perle di un pomeriggio da ricordare, è giusto segnalare un volo per togliere dall’incrocio con la mano sinistra di richiamo una splendida parabola di Mario Götze, una coraggiosa uscita bassa a fermare Robert Lewandowski, lanciato indisturbato verso la rete da un assist geniale dello stesso gioiellino di Memmingen, una deviazione in bello stile sul velenoso tiro incrociato di Marcel Schmelzer ed altri interventi sulle conclusioni del neo-entrato Lucas Barrios e di Neven Subotic.
Plastico in presa seppur con uno stile globalmente disadorno di preziosismi superflui, la stazza possente e compatta non gli impedisce di poter contare su un’agile esplosività nei tempi di reazione, grazie alla quale si esalta nei tentativi dalla media/breve distanza. Ad ogni modo, è difficile vederlo costretto a sfoderare miracoli su un lato scoperto, dato che il senso di piazzamento è una delle peculiarità che lo contraddistingue, insieme alla non disprezzabile capacità di restare concentrato ed attento allo sviluppo delle trame avversarie senza provare ad anticipare le intenzioni dei calciatori che provano a trafiggerlo. Malgrado in passato abbia ricoperto il ruolo di mediano tuttofare per un breve periodo (con scarse prospettive, ça vans sa dire…), deve senz’altro lavorare sul controllo della sfera con i piedi, e riflettere sul fatto che l’efficacia delle uscite alte sia inversamente proporzionale all’impeto spericolato con cui si avventura senza remore in quelle basse; in soldoni, necessita di palesare maggior autorità nel dominio dell'area piccola, andando incontro al pallone sui cross piuttosto che indugiare troppo nei pressi della linea di porta.
In questa gamma di caratteristiche da limare, ciò che fa ben sperare per il suo avvenire è in particolar modo l’insita consapevolezza nei propri mezzi, che sembra renderlo quasi impermeabile alle pressioni , l’arma principale usata per librarsi nel cielo della massima divisione tedesca nell’arco di poche settimane e con uno scarno curriculum nel professionismo sino alla succitata, inattesa opportunità in Prima Squadra. Viceversa, Marc-André era già da un triennio il punto fermo delle formazioni Jugend, con cui aveva cominciato a farsi notare sin dal 2007/2008 nella B-Junioren Bundesliga West U-17 (4 presenze - 3 reti subite, buttato nella mischia dal suo mentore Roland Virkus). I susseguenti dodici mesi vissuti nel 2008/2009 ne sancirono un po’ la consacrazione definitiva nel panorama giovanile, facendone un baluardo dal carisma esuberante (23 apparizioni, quattordici delle quali mantenendo la porta inviolata, per un cammino da leader nel proprio raggruppamento con ben dodici punti di vantaggio sul Colonia e diciassette sul Bayer Leverkusen), in grado di meritarsi un debutto da fuori-età nella A-Junioren Bundesliga West, categoria riservata agli Under 19, ed ancora in un derby dall’esito fortunato (5-0 al SV Bergisch Gladbach 09, schierato titolare da coach Sven Demandt). Per ironia della sorte, la marcia spedita verso l’agognato successo nazionale per la classe 1992 fu interrotta dall’ostacolo Stoccarda nelle semifinali del Meisterschaft Endrunde (giugno 2009: 1-2 e 1-1 i punteggi), capace di aggiudicarsi poi il Deutscher Meister ai danni del Bayern Monaco grazie alle parate di… Bernd Leno nei tempi supplementari.
Una sorta di vendetta per l’amico-rivale nativo di Bietigheim-Bissingen, relegato in panchina appena un mese prima con la complicità del CT Marco Pezzaiuoli durante i Campionati Europei Under 17 (6/18 maggio), vinti dalla Germania sul suolo patrio a coronamento di un percorso netto (cinque vittorie su cinque impegni). Gli unici capaci di perforare ter Stegen nel corso del torneo furono Hasan Ahmet Sarı (3-1 alla Turchia nel vernissage all’Arena Meuselwitz) e l’attuale interista Luc Castaignos (2-1 all’Olanda, in una finalissima terminata agli extra-time nello scenario dello Stadion Magdeburg), ragion per cui il neo-campione del Vecchio Continente fu nominato in maniera sacrosanta “Best Goalkeeper” della rassegna insieme all’italiano Mattia Perin. I due prospetti diedero vita ad un’esaltante confronto a distanza nella semifinale giocata al Paul-Greifzu-Stadion di Dessau-Roßlau (2-0 il verdetto, sancito da Reinhold Yabo e Bienvenue Basala-Mazana tra il 70' e il 76’), con gli Azzurrini Giacomo Beretta, Marco Ezio Fossati, Simone Dell'Agnello, Lorenzo Crisetig, Stephan El Sharaawy e Simone Sini a cercare di concretizzare la mole di opportunità create, spentesi l’una dopo l’altra tra le braccia sapienti dell’immarcescibile avversario.
In controtendenza il Mondiale di Nigeria 2009 (24 ottobre / 15 novembre), laddove la solidità difensiva della retroguardia è andata a farsi benedire sin dal debutto nel Gruppo A, con Basala-Mazana, i centrali Shkodran Mustafi, Gerrit Nauber, Robert Labus e l’esterno mancino Marvin Plattenhardt letteralmente in bambola, inadatti a conservare ciò che i talentuosi colleghi offensivi creavano in avanti. Piuttosto indicativo l’andamento nella fase eliminatoria: una clamorosa rimonta subita nella seconda frazione dai padroni di casa africani (3-3), sperperando nell’arco di sette giri di lancette il momentaneo 3-0 costruito sull’asse Lennart Thy-Mario Götze, ed un’altra incassata dall’Argentina (1-2, il solito Götze in rete all’ottavo minuto) in maniera forse ancor più inaccettabile, a causa di un penalty concesso al 57’ e un assurdo retropassaggio dalla banda destra e direttamente da metà campo alla ripresa delle ostilità (!), che ha smarcato Sergio Araujo per il più comodo degli appoggi (58’), un micidiale uno-due da knockout tecnico. Paradossalmente, l’unica vittoria della spedizione nel Continente Nero è arrivata in conseguenza di una sceneggiatura rovesciata al cospetto dell’Honduras (3-1), con i difensori ancora improvvidi nello spalancare la via della rete innanzi a Anthony Lozano ad inizio secondo tempo, prima che la doppietta di Thy e il graffio di Kevin Volland rimediassero all’ennesimo pasticcio. Un altro rigore fu poi fatale nella sfida agli ottavi contro i futuri campioni del mondo elvetici, siglato da Nassim Ben Khalifa nei supplementari, epilogo di un amaro 4-3 al Teslim Balogun Stadium di Lagos. A riprova di quanto le sue responsabilità fossero esigue rispetto a quelle dei disastrosi giocatori incaricati di “proteggerlo”, ter Stegen ottenne una decorazione di bronzo al Fritz-Walter Medaille U-17 2009, il premio istituito nel 2005 dalla Federazione e diviso in fasce d’età per omaggiare annualmente i migliori prospetti della Germania, terzo gradino del podio dietro al vincitore Götze e l’argento Yabo, allora nel Colonia ed oggi in prestito all’Alemannia Aachen.
Lo scorso 5 giugno si è aggiunta un’altra pagina beffarda nella carriera del ragazzo in Nazionale: reduce da una striscia positiva costruita su quattro vittorie ed un pareggio tra Qualifying Round ed amichevoli, e personalmente imbattuto nella Fase Elite degli Europei 2011 - Under 19 in ulteriori due impegni (3-0 all’Ungheria e secco 5-0 sulla Macedonia), eppur beffato nel terzo, decisivo impegno da una singola punizione dal limite dell’area calciata dal capitano turco Muhammet Demir al 22’ (1-0), per la disperazione dei ragazzi allenati dall’ex-Milan (e non solo) Christian Ziege e la gioia irrefrenabile del World of Wonders Football Centre di Antalya.
Detto questo, il 2011 non può essere certo archiviato come un’annata negativa, se è vero che appena undici giorni prima era arrivata l’aritmetica certezza della permanenza in Bundesliga per ‘Die Elf vom Niederrhein’, in virtù della vittoria casalinga (1-0) ed il pareggio esterno (1-1) strappati al VfL Bochum nei Relegation Playoff anche grazie alle sue parate, che gli sono valse peraltro una nuova Fritz-Walter Medaille - categoria U-19, stavolta dal metallo più pregiato, successore di colleghi come Florian Müller, Kevin-Prince Boateng, Benedikt Höwedes, Dennis Diekmeier, Lewis Holtby e Peniel Mlapa, e primo portiere di sempre a riuscire nell’impresa (Neuer nel 2005 si era fermato alla piazza d’onore). Non a caso, agli albori di questa nuova stagione la società ha deciso di blindarlo con un contratto sino al 30 giugno 2015, mentre l’allenatore elvetico Lucien Favre ha perseguito la volontà di promuoverlo titolare, rinunciando senza rimpianti a quel Bailly finito in Svizzera a difendere i pali del Neuchâtel Xamax. Ormai è risaputo, da quelle parti c’è meno paura nel “rischiare” di bruciare i giovani talenti, ed è un peccato che ciò non accada ad altre latitudini…
Formazione Tipo(clicca per ingrandire) del Borussia Mönchengladbach,
l’outsider più affascinante della Bundesliga 2011/2012.
4-2-3-1
Marc-André ter Stegen (1992)
Tony Jantschke (1990)
Martin Stranzl (1980, Austria)
Dante (1983, Brasile)
Filip Daems (1978, Belgio)
Havard Nordtveit (1990, Norvegia)
Roman Neustädter (1988)
Patrick Herrmann (1991)
Marco Reus (1989)
Juan Arango (1980, Venezuela)
Mike Hanke (1983)
Nel dettaglio, questo è lo schieramento della partita casalinga contro il Bayer Leverkusen
di Robin Dutt (2-2, il 15 ottobre 2011: 20' Reinartz - 65' Reus - 72' Herrmann - 87' Schürrle),
la sfida a distanza tra Leno e ter Stegen in cui un immarcabile Marco Reus(figura dx: i suoi movimenti, in giallo, ed i tiri, in rosso) si è guadagnato il premio come “Man of the Match”.
Le squadre di Lucien Favre propongono un calcio dinamico e dalla spiccata mentalità offensiva, in cui si alterna sovente la gestione del possesso palla con dei cambi di ritmo improvvisi. Molto abile tatticamente,il tecnico elvetico riesce ad organizzare entrambe le fasi di gioco con costrutto, ed è senz’altro insieme ai tedeschi Jürgen Klopp e Thomas Tuchel,
il francese Rudi Garcia e l’olandese John van den Brom una delle figure emergenti
più innovative tra le panchine d’Europa. Ecco un breve curriculum dei suoi successi:
1994 : Promozione in Nationalliga B (FC Echallens) 1999 : Promozione in Nationalliga A (Yverdon-Sport FC) 2001 : Vittoria Swiss Cup (Servette FC) 2005 : Vittoria Swiss Cup (FC Zürich) 2006: Vittoria Swiss Super League & Premio "Manager of the year" (FC Zürich) 2007: Vittoria Swiss Super League & Premio "Manager of the year" (FC Zürich) 2009 : Premio "Bundesliga Manager of the year" (Hertha Berlino) 2011: terzo posto nel premio "Bundesliga Manager of the year" (Borussia Mönchengladbach), dietro a Mirko Slomka (Hannover) ed al vincitore Jürgen Klopp (Borussia Dortmund)
Apprezzabile, inoltre, il lavoro che riesce a mettere in pratica con i giovani, che non disdegna di inserire in Prima Squadra. Sotto il suo nume tutelare si sono formati giocatori come Daniel Gygax, Blerim Džemaili, Almen Abdi , Xavier Margairaz, Steve Von Bergen e Gökhan Inler. E siamo sicuri che presto si scatenerà un'asta milionaria per un altro talento da lui gestito con raziocinio: chi si aggiudicherà le prestazioni di Reus?...
Fiducia ben riposta o azzardo ispirato da eccessivo ottimismo?
Ai posteri l’ardua sentenza,per adesso è d’uopo
attenersi alla legge dei numeri:
il Borussia Mönchengladbach è la vera sorpresa del campionato,
con la gustosa ciliegina dell’unica sconfitta stagionale inflitta allo schiacciasassi Bayern Monaco il 7 agosto all'Allianz-Arena,
grazie ad un Marc-André Ter Stegen intento ad ipnotizzare Arjen Robben, Bastian Schweinsteiger, Toni Kroos e Thomas Müller, per poi bagnare
le polveri del capocannoniere Mario Gomez con un balzo felino sul palo lontano. Come se non bastasse, l’estremo difensore ha abbassato la saracinesca per oltre due mesi subendo appena sette reti in dieci presenze, l’ultima ieri alla Wirsol Rhein-Neckar-Arena dal bosniaco Vedad Ibisevic
(1-0 sofferto per l’Hoffenheim). È pleonastico sottolineare quanto la squadra sia verosimilmente destinata ad un calo fisiologico, anche perché i valori in campo non traboccano di qualità sfarzose, ed ormai i favolosi anni Settanta sono ben lontani per i calorosi supporters dell’ondivago 'Fohlen-Elf' moderno. Sarebbe pura utopia sognare anche solo di rinverdire quei fasti che portarono a cinque titoli nazionali, tre Coppe di Germania, due Coppe UEFA e qualche altro eventuale trionfo europeo vanificato da lattine vaganti e sfortune cosmiche negli attimi cruciali; epigoni di Günter Netzer, Uli Stielike,
Berti Vogts, Jupp Heynckes o Allan Simonsen non si intravedono,
ma chissà che ‘Der Mythos’ non abbia coltivato in casa e con pazienza
La schizofrenica edizione 2012 della Norgesmesterskapet (coppa nazionale) persevera nel mietere vittime eccellenti lungo il cammino, sconvolgendo le carte in tavola rispetto ai pronostici dei bookmakers senza plausibile soluzione di continuità. E così, nel Terzo Turno (disputatosi il 20 giugno) è toccato ad altre tre compagini della Tippeligæn abbandonare anzitempo la rassegna, con l’Hønefoss beffato dalla lotteria dei rigori sul terreno amico del coriaceo Mjøndalen, ed il Sandefjord capace addirittura di eliminare nei tempi supplementari il Vålerenga (3-1), una delle presunte favorite alla vittoria finale, beneficiando di una salvifica superiorità numerica, in virtù dell’espulsione rimediata dall’austriaco Martin Pusic allo scadere della prima frazione. In un certo qual senso, l’uscita di scena del fanalino di coda Stabæk avrebbe dunque destato minor clamore agli occhi dell’opinione pubblica, se non fosse per il fatto che gli uomini di Petter Belsvik si siano arresi all’Asker SK, unica formazione militante in 2. Divisjon (il terzo livello del calcio norvegese) in grado di arrampicarsi sino agli ottavi di finale a seguito di una qualificazione meritata (2-1 il risultato), con il fresco sedicenne Vajebah Sakor nominato “Man of the Match” al termine dei novanta minuti di gioco, un prospetto finito sotto la lente d’ingrandimento di Milan e Juventusda qualche mese a questa parte…
nome: VAJEBAH
cognome: SAKOR
data di nascita: 14 aprile 1996
luogo di nascita: Monrovia
[Montserrado - LIBERIA]
ruolo: CENTROCAMPISTA CENTRALE
piede preferito: sinistro
Altezza: 183 cm
Peso: 78 kg
Squadra attuale: ASKER SK [Oddsenligæn]
Numero di maglia # 19
L’entusiasmo dei 2041 spettatori paganti (un’affluenza che non si registrava da tempo immemorabile, e ciò la dice lunga sulla dimensione simil-amatoriale di riferimento…) assiepati sugli spalti del pittoresco Føyka Kunstgress ha salutato una piccola impresa, invero non del tutto inimmaginabile alla vigilia, mentre i media locali hanno definitivamente eletto il numero diciannove in maglia bianca ad argomento principale delle proprie narrazioni, conquistati dall’autorevolezza con cui ha fronteggiato gli avversari da alacre schermo protettivo nel 4-2-3-1 proposto da coach Gaute Larsen, in coabitazione col navigato mediano scozzese Kevin Nicol, supportando il pregevole lavoro di ricamo dei trequartisti Alban Shipshani e Kristoffer Kipperberg Tollås (autore del gol decisivo, realizzato a tre giri di lancette dal triplice fischio dell'arbitro Lundby) alle spalle del centravanti Fredrik Alexander Notice, ed al contempo dando man forte a Petter Linstad nelle situazioni di non possesso per contenere le pericolose folate del terzino di spinta Vegar Eggen Hedenstad sull’erba sintetica che caratterizza l’impianto. Sarà arduo per i nuovi eroi
della contea di Akershus ricondurre il club bianconero al punto più alto mai raggiunto in una storia ultracentenaria, ossia l’atto conclusivo della stessa
NM Cupen nel 1951 (rocambolesco 2-3 colto in rimonta dal Sarpsborg FK nell’extra-time in quel di Oslo), ed assurgere ad imperitura gloria nell’immaginario collettivo al fianco dei vari Egil Johnny Orre, Willy Fossli, John Wettre-Johnsen, Kjell Kristiansen o l’hockeista/calciatore Arne Bakker, ma certo la fama del talentino venuto dall’Africa sembra sin da adesso destinata a valicare i ristretti confini della realtà circostante.
Elemento poliedrico, Vajebah ha dimostrato di sapersi disimpegnare
in varie caselle dello scacchiere tattico, grazie alla saldezza mentale ed una maturità inconsueta per gli standard della sua età; la visione periferica nello sviluppo della manovra ed il tocco piuttosto raffinato che ne contraddistingue il piede mancino lo rendono un punto di riferimento per i compagni malgrado l’inesperienza, anche se non è adatto a fungere da regista bloccato nel settore nevralgico del rettangolo verde. In ottica futura, potrebbe rivelarsi una mezz’ala dal discreto tempismo negli inserimenti e dalla promettente capacità di tiro dalla media distanza, un repertorio corroborato dall’attitudine a mantenere la posizione dietro la linea della palla in fase passiva per dare equilibrio allo schieramento e farsi sentire nei tackle. La duttilità di cui sopra ha suggerito all’allenatore di sperimentarne la tenuta da esterno offensivo tanto sulla fascia destra quanto su quella opposta in talune circostanze, facendo emergere il difetto più evidente al momento: la ridotta velocità in progressione lo limita nei tentativi di scrollarsi di dosso il marcatore diretto, ed in generale la struttura fisica già abbastanza sviluppata non costituisce affatto un toccasana per l’armonia delle movenze laterali rispetto a quando agisce
nel ruolo di interno classico, con licenza di attaccare gli spazi in verticale.
Sakor ha verosimilmente coltivato tale spirito d’abnegazione e la necessaria disciplina professionale alla luce della voglia di emergere dal sottosuolo di un’infanzia tormentata, che lo ha visto scappare poco più che bambino dagli orrori della guerra civile nel proprio Paese natio e le atrocità perpetrate dal sanguinario Charles Taylor, condannato finalmente dal Tribunale delle Nazioni Unite lo scorso 30 maggio a cinquant’anni di reclusione. Lontano dai clangori dei carri armati, il giovane liberiano cresce nella tranquillità dell’ambiente scandinavo, iniziando la sua avventura sportiva nello Junior Team del Mysen Idrettsforening, in cui milita per soli dodici mesi prima di abbandonare l'Østfold County nell’estate 2002 e legare il proprio destino a quello dell’Asker Fotball, inabissatosi nel frattempo nella Section 8 della Third Division, il quarto gradino del sistema calcistico nazionale.
L’indimenticabile stagione vissuta nel 2011 rappresenta la cartina di tornasole ideale in relazione alla fiducia che la società nutre nel suo potenziale; aggregato alla Prima Squadra durante gli allenamenti e per un paio di test invernali in vista dello storico ritorno in Adeccoligæn, al ragazzo viene offerta la possibilità di firmare un contratto regolare proprio nel giorno del quindicesimo compleanno, un dettaglio meramente burocratico all’apparenza ma che invece si rivelerà essere il passo introduttivo verso il debutto ufficiale, dapprima nel 1.runde di coppa (1° maggio, Ullern IF-Asker SK 0-2: entra al 60’ per sostituire Stian Solberg) e successivamente in campionato (26 giugno, 0-0 casalingo al cospetto del Randaberg IL nel tredicesimo impegno del girone d’andata), torneo dove è ancor oggi il più precoce esordiente di sempre. Di lì a poco, arriva poi l’attesa esibizione da titolare, nel corso della quale si erge a sorprendente protagonista con due assist da applausi per piegare le resistenze del Løv-Ham (5-3, 3 agosto): al 37’ si avventa su un cross rasoterra troppo lungo di Jan Halbrendt Tømmernes dall’out destro e colpisce di prima intenzione per servire a centro area il bosniaco (naturalizzato norvegese) Armin Sistek, mentre al 41’ riceve la sfera da Stian Kristoffersen Rasch e pennella un morbido traversone dalla sinistra per consentire all'islandese Atli Heimisson di appoggiarla di testa nella porta sguarnita. Quest’avventura si conclude con una sfortunata retrocessione patita all’ultima giornata da una compagine non particolarmente attrezzata in sede di mercato, incapace finanche di amministrare i tre punti di vantaggio sull’inseguitrice Strømmen e penalizzata dalla differenza reti in un drammatico pomeriggio di fine ottobre (esiziale il pesante 1-5 rimediato a Sandefjord), ed il bottino personale di Vajebah registra otto presenze complessive tra 1. divisjon e NM Cupen, sei delle quali da subentrante.
Copiose soddisfazioni pervengono anche dalle selezioni nazionali, con il commissario tecnico Bård Flovik che lo inserisce anzitempo nella covata dei classe 1995 autoctoni in occasione di una doppia vittoriosa amichevole primaverile in Repubblica Ceca, appuntamento nobilitato da una rasoiata insaccatasi all’incrocio dei pali azzardata dall’allora misconosciuto virgulto con la casacca numero otto sulle spalle (2-0, 5 aprile 2011), oltre che dalle sgroppate della ficcante aletta Mats Møller Dæhli, accasatosi al Manchester United nel novembre 2010. Nell’autunno susseguente, Sakor figura nella rosa della Norvegia Under 17 quale unico nativo del 1996 per approcciarsi al Qualifying Round degli Europei di categoria (23 – 28 settembre 2011), siglando una doppietta nel vernissage contro Andorra (3-0) per poi crollare con i propri sodali sotto i colpi di Bielorussia (0-3) ed i padroni di casa dell’Ungheria (2-3) nel Gruppo 1 ed abbandonare il sogno continentale con un pizzico di rimpianto per l’opportunità sprecata.
Ma la consolazione non tarda a farsi attendere per mitigare l’amarezza, giacché il Milan decide di farsi avanti ed invitarlo per un breve stage settimanale nel marzo 2012. Una bella parentesi dentro e fuori dal campo per Vajebah, che rincontrerà un paio di mesi dopo due coetanei conosciuti nel contesto meneghino tra le file dell’Italia Under 16, sconfitta in Estonia proprio dalle sue prodezze nella ripresa (3-2, vedi puntata precedente). Ecco le loro impressioni - Cristian Galliani (difensore): “Un giocatore di talento, si vedeva chiaramente che gli piacesse il calcio: garantisce sempre grande intensità ed aggressività, credo che continuando così possa davvero farsi valere nell’avvenire”; Lorenzo Ferrari (portiere): “È molto forte fisicamente e possiede discrete doti tecniche, seppur non abbia una buona corsa. Secondo me ha ampi margini di miglioramento in svariati aspetti,però ci sono molti centrocampisti nostrani che ho visto in azione affrontandoli in questi anni ed in tutta sincerità non hanno molto da invidiargli…”.
Recentemente, abbiamo contattato il procuratore Mike Kjølø, rincalzo in retroguardia della “Generazione d’Oro del Regno” affermatasi nel decennio dei Nineties, la stessa che inflisse la più sonora batosta di sempre all’Under 21 tri-campione d’Europa di Cesare Maldini nei suoi primi vagiti (6-0 allo Stavanger Stadion il 5 giugno 1991): “Beh sì, quella è una data difficile da cancellare nella nostra memoria patria, anche se io purtroppo non facevo parte della comitiva, tra i nati nel 1971 come me mi pare ci fossero Erik Mykland, Gunnar Aase e Geir Hasund, integrati con i vari Stig Inge Bjørnebye, Roar Strand, Tommy Svindal Larsen, Frank Strandli, Tom Wedde Buer e Claus Lehland Eftevaag, doppiettista nella fattispecie; insomma, uno squadrone per l’epoca, in Nazionale era dura ritagliarsi uno spiraglio, pensa che in quella Maggiore ci sono riuscito solo nel 2000. Al vostro Paese è legato un altro piacevole ricordo, almeno per questioni di prestigio: mi riferisco al girone della morte nella Champions League 1999, dove noi dell’AIK Solna strappammo con le unghie un pareggio in Svezia alla Fiorentina del mitico Trapattoni, che poi ci castigò all’Artemio Franchi con Batistuta a dominare la scena, tanto da trascinare i viola al turno successivo insieme al Barcellona trionfando in casa dell’Arsenal. Emozioni indelebili essersi confrontati con campioni di tal fatta… Tornando al mio assistito, posso dirvi che il provino in rossonero è stato davvero un motivo di gioia per lui, ritengo non abbia affatto sfigurato nonostante l’adattamento alle novità in ogni fattore, a partire dai metodi di preparazione atletica. Ad ogni modo, preferiamo mantenere un profilo basso per il momento, è giusto che si concentri innanzitutto sul completamento del percorso scolastico e sulle faccende quotidiane dell’Asker, è presto per ragionare sul futuro”. Parole sagge e ponderate, anche perché Sakor si sta intanto guadagnando gettoni importanti nell’Avdeling 4 della 2. Divisjon 2012, laddove ha trovato la via del gol al 68’ della terza sfida in calendario ai danni del Nesodden IF (4-0, 29 aprile), due giorni prima di griffare il successo di coppa nello scenario del Jevnaker Stadion (3-2, 1° maggio).
STATISTICHE IN NAZIONALE (aggiornate al 23 giugno 2012)
Under 15 2 presenze / 0 reti
Malveira, 18 ottobre 2010 – Estadio das Seixas PORTOGALLO-NORVEGIA 1-1 CT Øivind Nilsen
Sintra, 20 ottobre 2010 – Estádio do Sport União Sintrense PORTOGALLO-NORVEGIA 0-0 CT Øivind Nilsen
Under 16 6 presenze / 4 reti
Praga, 5 aprile 2011 – Areál SK Aritma REPUBBLICA CECA-NORVEGIA 0-2 CT Bård Flovik (1 rete)
Praga, 7 aprile 2011 – Stadión SK Lhota REPUBBLICA CECA-NORVEGIA 1-3 CT Bård Flovik
Hradec Králové, 10 aprile 2012 – FC Olympia HK REPUBBLICA CECA-NORVEGIA 2-1 CT Bård Flovik (1 rete)
Hradec Králové, 12 aprile 2012 – FC Olympia HK REPUBBLICA CECA-NORVEGIA 0-1 CT Bård Flovik
Squadra attuale: TORINO FC [Allievi Nazionali, Italia]
Numero di maglia: # 11
Talvolta, la cartina di tornasole per una carriera importante risiede
nella capacità di tenere i piedi ben piantati a terra e non lasciarsi condizionare dai peana entusiastici sul proprio conto, ivi compresi gli apprezzamenti
di società blasonate, giacché non sempre il talento naturale è sufficiente
ad emergere e imporsi nel mondo del calcio.
Tutto ciò potrebbe apparire come un banale, ritrito luogo comune,
ma al contempo è un mantra che dovrà tenere sempre presente la giovane promessa del Torino Vittorio Parigini, sul cui radioso avvenire molti sono disposti a scommettere ad occhi chiusi. Il procuratore Claudio Sclosa, ex-centrocampista di fosforo e polmoni curiosamente ritiratosi proprio nell’anno in cui nasceva il suo futuro assistito (1996), è stato spesso chiamato
a rispondere alle sirene di mercato su questo prospetto granata, respingendo gli assalti di Fiorentina, Milan e Manchester City, la società inglese che si è letteralmente invaghita di lui negli ultimi tempi.
Malgrado i natali piemontesi (grazie al padre Claudio) Vittorio ha chiare origini campane, per la precisione di Atripalda, il piccolo comune nella provincia di Avellino da cui proviene mamma Rosa Giugliano. E’ stata proprio quest’ultima ad assecondarne con entusiasmo le inclinazioni, conducendolo per la prima volta sull’agognato manto erboso in cui quel bambino con l’argento vivo addosso era libero di rincorrere i propri sogni a forma di pallone. Un'altra figura fondamentale è senz’altro quella di Silvano Benedetti,
il responsabile del settore giovanile che appuntò il suo nome a seguito di un provino organizzato sul campo del FC Pancalieri e lo tesserò per il Torino nel 2005. Da allora si è sviluppato un intenso rapporto con questi gloriosi colori per Parigini, che ha ripagato la fiducia nei suoi confronti ergendosi a mattatore indiscusso dei Giovanissimi Nazionali 2010-11 allenati da Roberto Fogli, i quali hanno costruito tra le mura amiche del Campo Sportivo Edoardo Agnelli una stagione regolare da applausi nel Girone A, concluso al primo posto a dispetto dell’agguerrita concorrenza di Juventus, Genoa e Sampdoria, con un bilancio inequivocabile fatto di 20 vittorie,
7 pareggi ed una sola sconfitta, tuttavia indolore e patita in trasferta agli albori del girone di ritorno (2-1 dall’Aurora Pro Patria il 9 gennaio).
Se le parate di Nicholas Lentini e la solidità dei difensori Alessandro Dalmasso, Alex Ferrero, Matteo Fissore, Paolo Erbì e Jonathan Jauck Rodriguez hanno garantito una copertura affidabile ed equilibrata (15 reti subite nei ventotto impegni affrontati), la punta di diamante di una fase offensiva ad orologeria è stato giustappunto Parigini, autore di ben ventiquattro dei settantasette gol con cui i torinesi hanno seppellito le avversarie tra il 19 settembre ed il 1° maggio 2011, egregiamente coadiuvato dai colleghi di reparto Clay Vailatti, Lorenzo Vescovi, Mattia Cimmarusti e Jimmy Tchaoulè.
Attaccante mobile e versatile, ha trovato la sua dimensione ideale come trequartista esterno di sinistra in un 4-2-3-1, ma grazie al fiuto per il gol puo’ occupare senza difficoltà la casella di centravanti. La tecnica invidiabile ed il cambio di passo in accelerazione spesso incontenibile per i coetanei sono le armi più letali nel proprio repertorio, mentre puntare lateralmente il marcatore diretto in velocità per poi accentrarsi verso la porta è un po’ il marchio di fabbrica che lo contraddistingue, il tutto condito da una struttura fisica già piuttosto sviluppata per la fascia d’età a cui appartiene.
Nello scoppiettante girone d’andata di cui i granata si sono resi protagonisti, il talentino ha messo la propria firma in calce in tutti i match del calendario, marcando visita solo nel vittorioso 3-0 rifilato a domicilio al Valenzana (“omaggiato” poi con due graffi personali in casa il 27 marzo) e scatenandosi alle spese di Casale (tripletta per un roboante 9-0), Virtus Entella, Varese e Pavia (le altre doppiette stagionali), con alcune gemme da ricordare quali le firme sulle due inseguitrici liguri (doppio 1-1 a cavallo tra dicembre e gennaio) e soprattutto la prestazione fornita nel derby con i cugini bianconeri, piegati senza appello con un secco 3-0 a domicilio il 17 ottobre 2010, frutto della sagace intuizione tattica che ha illuminato il mister nello schierare molto larghi Parigini e Gregory Politanò per imperversare con dinamismo ed inventiva sui dirimpettai Giuseppe Volpe e Federico Rinaldi.
Alla luce di questi presupposti, anche a distanza di mesi resta ancora forte l’amarezza per l’esito della fase ad eliminazione diretta, quando il favorito Torino non è riuscito in alcun modo ad avere la meglio sul Monza, stoico nel resistere al veemente forcing degli sfidanti in entrambe le contese (1-1 e 2-2 i risultati: inutili gli squilli di Cimmarusti e l’illusorio vantaggio siglato da Vittorio nel retour match, al 13’ della ripresa) per porre fine sin dai sedicesimi di finale alla cavalcata di una delle più autorevoli candidate al titolo nazionale.
In ogni caso, le porte delle selezioni azzurre si sono dischiuse innanzi ai numeri del piccolo fromboliere granata, convocato dal CT Antonio Rocca per calcare svariati palcoscenici internazionali in giro per l’Europa con l’Under 16, volando tra Portogallo (Torneio da Federação Holandesa - Algarve, 4/8 febbraio 2011: secondo posto), Slovenia (VIII Torneo delle Nazioni, 19/22 aprile: terzo posto) e Bielorussia (X Trofeo Bannikov, 15/19 giugno: settima piazza in classifica, su otto partecipanti), e risultando uno dei pochi classe 1996 impiegati tra giocatori prevalentemente nati l’anno prima, al pari dei difensori Luigi Luciani (Sampdoria) e Cristian Galliani (Milan) e gli attaccanti Francesco Di Mariano (Lecce), Antonio Loi (Cagliari) e Michael Fabbro (altro rossonero).
A partire dalla scorsa estate, Vittorio Parigini è stato promosso con pieno merito ad un livello superiore nelle gerarchie del proprio club, ed ora figura nella rosa degli Allievi Nazionali (Girone A) agli ordini di Moreno Longo, unico ’96 al pari del centrocampista Donato Lenoci (prodotto del vivaio barese, vestitosi di granata nell'agosto 2010 per scongiurare un corteggiamento serrato dell'Arsenal), una compagine in cui potrebbe dar vita ad un rimarchevole tridente dall’alto tasso tecnico insieme
a Leandro Romolo Taliano ed il fantasista Mattia Aramu.
Inserirlo in un contesto agonistico più probante potrebbe stimolarne
la ricettività nell’accogliere quei preziosi consigli tattici che ne implementerebbero sensibilmente l’apporto nelle fasi di non possesso.
Modena, 3 giugno 2011 - Stadio Alberto Braglia ITALIA - ESTONIA 3-0
21′ Rossi - 39′ Cassano – 68’ Pazzini
ITALIA (4-3-1-2): Gianluigi Buffon; Christian Maggio, Andrea Ranocchia, Giorgio Chiellini, Federico Balzaretti; Riccardo Montolivo, Andrea Pirlo, Claudio Marchisio; Alberto Aquilani (24′ Antonio Nocerino); Antonio Cassano (65’ Giampaolo Pazzini), Giuseppe Rossi (79’ Sebastian Giovinco).
A disposizione: Emiliano Viviano, Domenico Criscito, Alessandro Gamberini, Alberto Gilardino.
Allenatore: Cesare Prandelli.
ESTONIA(4-2-3-1):Sergei Pareiko; Taijo Teniste (57' Kaimar Saag), Dmitri Kruglov, Raio Piiroja, Taavi Rähn; Martin Vunk, Ragnar Klavan; Enar Jääger, Tarmo Kink (78' Gert Kams), Sander Puri; Sergey Zenjov (58' Jarmo Ahjupera).
A disposizione: Pavel Londak, Alo Bärengrub, Andrei Stepanov, Sergei Mosnikov.
Allenatore: Tarmo Rüütli.
Liegi, 7 giugno 2011 - Maurice Dufrasne Stadion ITALIA - IRLANDA 0-2 35′ Andrews - 90′ Cox
ITALIA (4-3-1-2):Emiliano Viviano; Mattia Cassani, Alessandro Gamberini, Giorgio Chiellini, Domenico Criscito (66' Federico Balzaretti); Claudio Marchisio, Andrea Pirlo (46' Angelo Palombo), Antonio Nocerino
(58' Sebastian Giovinco); Riccardo Montolivo; Giampaolo Pazzini
(58' Alberto Gilardino), Giuseppe Rossi (46' Alessandro Matri).
A disposizione: Gianluigi Buffon, Salvatore Sirigu, Christian Maggio, Andrea Ranocchia, Angelo Ogbonna, Antonio Cassano.
Allenatore: Cesare Prandelli.
IRLANDA(4-4-2):David Forde; Paul McShane, Sean St. Ledger, Darren O'Dea (83' Stephen Kelly), Stephen Ward; Seamus Coleman, Kevin Foley (59' Glenn Whelan), Keith Andrews, Stephen Hunt; Shane Long (59' Simon Cox), Andy Keogh (75' Keith Treacy).
A disposizione: Darren Randolph, Damien Delaney, Stephen Kelly, Liam Lawrence.
Allenatore: Giovanni Trapattoni (ITA).
Arbitro: Serge Gumienny (Belgio)
Ammoniti: 21' Hunt - 29' Andrews.
AMICHEVOLE
Bari, 10 agosto 2011 - Stadio San Nicola ITALIA - SPAGNA 2-1 11' Montolivo (I) - 36′ Xabi Alonso (S) - 83' Aquilani (I)
ITALIA (4-3-1-2):Gianluigi Buffon; Christian Maggio Andrea Ranocchia (76' Leonardo Bonucci), Giorgio Chiellini, Domenico Criscito; Daniele De Rossi (64' Alberto Aquilani), Andrea Pirlo, Thiago Motta (54' Claudio Marchisio); Riccardo Montolivo (73' Antonio Nocerino); Antonio Cassano
(58' Giampaolo Pazzini), Giuseppe Rossi (58' Mario Balotelli).
A disposizione: Salvatore Sirigu, Morgan De Sanctis, Mattia Cassani,
Federico Balzaretti, Angelo Ogbonna, Angelo Palombo, Sebastian Giovinco.
Allenatore: Cesare Prandelli.
SPAGNA(4-3-3):Iker Casillas (46' Victor Valdés); Andoni Iraola (46' Thiago Alcántara), Gerard Piqué (46' Sergi Busquets), Raúl Albiol, Álvaro Arbeloa; Andrés Iniesta (46' David Villa), Xabi Alonso, Javi Martínez; Santi Cazorla (77' Juan Manuel Mata), Fernando Torres (14' Fernando Llorente), David Silva.
A disposizione: Pepe Reina, Nacho Monreal, Pedro, Álvaro Negredo.
Allenatore: Vicente del Bosque.
Arbitro: Felix Brych (Germania)
Ammoniti: 55' Arbeloa (S) - 66' Chiellini (I).
QUALIFICAZIONI EURO 2012
Tórshavn, 2 settembre 2011 - Tórsvøllur Stadium ISOLE FÆR ØER - ITALIA 0-1
11′ Cassano
ISOLE FÆR ØER (4-4-2):René Torgard; Rógvi Baldvinsson,
ITALIA(4-3-1-2):Gianluigi Buffon [c]; Christian Maggio, Andrea Ranocchia, Giorgio Chiellini, Domenico Criscito; Daniele De Rossi, Andrea Pirlo, Thiago Motta (73' Alberto Aquilani); Riccardo Montolivo; Antonio Cassano (85' Mario Balotelli), Giuseppe Rossi (59' Giampaolo Pazzini).
A disposizione: Salvatore Sirigu, Leonardo Bonucci, Federico Balzaretti, Claudio Marchisio.
Allenatore: Cesare Prandelli.
Arbitro: Tamás Bognár (Ungheria)
Ammoniti: 56' Olsen.
QUALIFICAZIONI EURO 2012
Firenze, 6 settembre 2011 - Stadio Artemio Franchi
ITALIA – SLOVENIA 1-0
85' Pazzini
ITALIA (4-3-1-2): Gianluigi Buffon; Mattia Cassani, Andrea Ranocchia,
Giorgio Chiellini, Federico Balzaretti; Daniele De Rossi,
Andrea Pirlo, Thiago Motta (46' Claudio Marchisio);
Riccardo Montolivo (76' Mario Balotelli); Giuseppe Rossi,
A disposizione: Vid Belec, Branko Ilič, Matej Mavrič, Tim Matavž.
Allenatore: Matjaž Kek.
Arbitro: Svein Oddvar Moen (Norvegia).
Ammoniti: 24' Koren (S) - 64' Brečko (S) e Balzaretti (I) - 90+2' Iličić (S).
Il gol di Pazzini sancisce la matematica qualificazione agli Europei 2012
(record di punti e di precocità, viste le due giornate d’anticipo: 22 punti nel Gruppo C, 16 reti realizzate ed una sola subita in otto match)
ed è il numero 700 nella storia della Nazionale siglato nelle partite casalinghe.
UNDER 21 Ciro Ferrara (Napoli, 11 febbraio 1967)
13 aprile 2011
I gol di Saponara e Gabbiadini consegnano a Ciro Ferrara la quarta vittoria
su cinque amichevoli disputate da quando si trova alla guida dell'Under 21. All'Euganeo di Padova, gli azzurrini hanno battuto per 2-0 la Russia al termine di una prestazione in crescendo nella ripresa dopo un primo tempo sottotono. Le reti che hanno assicurato il successo sono arrivate al 40'
- autore Saponara - e in pieno recupero col raddoppio di Gabbiadini.
(82' Faraoni), Misuraca; Paloschi (46' Gabbiadini), Macheda (72' Fernando Forestieri).
A disposizione: Rossi, Capuano, Fabbrini, Colombi.
Allenatore: Ciro Ferrara.
RUSSIA (4-3-3):Nikolay Zabolotnyi, Basel Abdoulfattakh
(90+2' Igor Golban), Igor Cheminava, Vyacheslav Dmitriev, Maksim Zhestokov; Yuri Kirillov, Artem Kulesha, Alan Gatagov; Arsen Goshokov
(88' Semen Fedotov), Aleksandr Kokorin, Dmitri Poloz (66' Vladimir Sobolev).
A disposizione: Andrey Zajtsev.
Allenatore: Nikolay Pisarev.
Arbitro: Clément Turpin (Francia)
Ammonito: 69' Misuraca
23 maggio 2011
Sono venti gli Azzurrini convocati oggi dal tecnico Ferrara per il Torneo Internazionale di Tolone, in programma dal 1° al 10 giugno. L’Italia, come le altre nazionali, partecipa quest’anno con la squadra Under 21 e fa parte del gruppo A con Costa d’Avorio, Portogallo e Colombia. Due le novità nel gruppo dei convocati, il portiere del Verona Andrea Caroppo e il centrocampista del Vicenza Fausto Rossi, entrambi alla prima chiamata in azzurro, mentre torna dopo nove mesi di assenza l’attaccante del Genoa Mattia Destro. Gli Azzurrini si raduneranno giovedì 26 entro le ore 19.30 presso il Centro Sportivo La Borghesiana di Roma; lunedì 30 la squadra partirà per la Francia. L’Italia esordirà il 1° giugno contro la Costa d’Avorio (ore 18.30), venerdì 3 affronterà il Portogallo (ore 19.30) e domenica 5 la Colombia (ore 18.30). Eventuali semifinali e finali sono in programma mercoledì 8 e venerdì 10.
1° giugno 2011
E’ subito testa del girone per gli Azzurrini, che battono 2-0 la Costa d’Avorio e, anche grazie al pareggio tra Colombia e Portogallo (1-1), guadagnano il primo posto in classifica. Meglio di così non poteva iniziare il cammino dell’Under 21 nel Torneo internazionale di Tolone, altra tappa fondamentale in vista delle qualificazioni europee di settembre. La Nazionale di Ferrara conferma le sue doti di squadra caparbia e determinata, dove domina lo spirito di gruppo: bella e meritata vittoria con un gol per tempo, il primo firmato da Paloschi e il secondo da Gabbiadini. L’Italia scende in campo con Viotti in porta, in difesa Santon, Caldirola, Mori, Crescenzi,a centrocampo Saponara, Rossi all’esordio, Marrone, Fabbrini, in attacco Paloschi e Destro. Un primo tempo a testa alta, con gli Azzurrini padroni del campo e mai in difficoltà davanti agli avversari: attenti in difesa, superiori a centrocampo, veloci a ripartire sfruttando le fasce con Saponara e Fabbrini per gli inserimenti, a turno, di Destro e Paloschi.
Per di più l’Italia trova il gol del vantaggio dopo appena 4’ di gioco: lancio di Crescenzi dalla propria metà campo che scavalca la difesa e trova Paloschi lesto a superare Kehi in uscita con un pallonetto di esterno destro dal limite dell’area di rigore. Gli Azzurrini, spinti dall’entusiasmo e dalla voglia di chiudere il match, vanno più volte vicini al raddoppio con Fabbrini e Saponara, sprecando la più ghiotta delle occasioni con Destro che, a tu per tu con Kehi, tira al lato dell’area piccola. Il secondo tempo inizia sulla falsa riga del primo: Azzurrini che controllano con facilità il gioco e ripartono in velocità sfruttando le fasce e portando più volte gli attaccanti vicini al raddoppio. Al 6', durante un contrasto aereo, si infortuna alla caviglia sinistra il difensore Mori, costretto ad uscire dal campo: al suo posto entra Capuano, all’esordio. Quindi girandola di cambi da entrambe le parti: per l'Italia Borini in sostituzione di Fabbrini, Donati per Santon, Gabbiadini per Paloschi. In questa seconda parte dell'incontro, la Costa d'Avorio si fa più intraprendente, senza però mai creare problemi eccessivi alla nostra difesa, ben messa in campo ed attenta in marcatura. Al 25' l'attaccante ivoriano Traore si trova a tu per tu con il portiere azzurro Viotti che, in uscita in scivolata, riesce a neutralizzare un pallone insidioso. L'incontro perde ritmo, grazie anche agli Azzurrini bravi nel controllo palla e nella gestione del match. La Costa d'Avorio resta in dieci al 37' per l'espulsione di Traore e tre minuti dopo l’Italia raddoppia: Destro ruba palla al difensore sulla trequarti avversaria e serve il pallone all'altezza del dischetto del rigore all'accorrente Gabbiadini, che di piatto destro deposita il pallone in rete. L'attaccante del Cittadella, subentrato a pochi minuti dalla fine del match, segna per la terza volta consecutiva con la maglia azzurra.
COSTA D'AVORIO - ITALIA 0-2
4' Paloschi - 80' Gabbiadini
COSTA D'AVORIO(4-1-3-2): Vauvenargues Kehi; Zahui-Zipkey Orome (dal 40' Kevin Boli), Alassane Kone, Samuel Yohou, Saoualio Bakayoko;
A disposizione: Ullrich N'Drin Edan, Armand Gnanduillet, Christian Katche, Yannick Guede Zadje, Brice Benjamin Irie Bi.
Allenatore: François Bohe.
ITALIA (4-4-2):Viotti; Santon (72' Donati), Mori (48' Capuano), Caldirola, Crescenzi; Saponara, Marrone, F. Rossi, Fabbrini (49' Borini);
Destro, Paloschi (76' Gabbiadini).
A disposizione: Silvestri, Caroppo, Soriano, D’Alessandro, Misuraca.
Allenatore: Ciro Ferrara.
Arbitro: Stanislav Todorov (Bulgaria)
Ammoniti: 12' N'Gadi Kakou (C) - 59' Viotti (I) -
64' Ousmana Traoré (C) - 80+3' Crescenzi (I)
Espulso: 77' Ousmana Traoré
3 giugno 2011
Va stretto, all’Italia, il pareggio (1-1) conseguito nella seconda gara del Torneo di Tolone contro il Portogallo. Superiori gli Azzurrini sul piano tecnico, ma anche un po’ sciuponi. Tante le occasioni create dall’Under che, in vantaggio al 26’ del primo tempo con Gabbiadini, ha avuto diverse opportunità per chiudere la partita, prima di incassare il pareggio al 32’ della ripresa. E’ stata comunque una grande Italia, costretta a giocarsi tutto domenica nella terza gara contro la Colombia (che oggi ha battuto la Costa d’Avorio 4-1), in testa al girone insieme agli Azzurrini con quattro punti. Ferrara cambia per quattro undicesimi la squadra rispetto alla gara d’esordio e schiera Viotti in porta, in difesa Donati, Capuano, Caldirola, Crescenzi, a centrocampo Saponara, Rossi, Marrone, Fabbrini, in attacco il tandem Borini-Gabbiadini. A rendersi pericoloso nei primi dieci minuti è il Portogallo, che cerca di sorprendere senza successo la difesa azzurra. Cresce l’Italia: al 22’ il destro di Borini impegna il portiere portoghese Domingues, costretto a cedere quattro minuti dopo davanti al sinistro basso e preciso sul palo opposto di Gabbiadini, che realizza la sua quarta rete e porta in vantaggio l’Italia. Si chiude, il primo tempo, con gli Azzurrini che sfiorano il raddoppio in almeno due circostanze, con Borini e ancora con Gabbiadini. Nella ripresa tre le sostituzioni di Ferrara: Santon per Crescenzi, Misuraca per Fabbrini e D’Alessandro per Saponara. Come nei primi 45’, anche il secondo tempo comincia con il Portogallo in attacco, alla ricerca affannosa del pareggio, ma l’azione più pericolosa la crea Borini, il cui destro impegna l’estremo difensore avversario in tuffo. La partita si fa spigolosa, l’Italia controlla il vantaggio pronta a colpire in contropiede. Al 32’, però, da calcio d’angolo, mischia nell’area piccola azzurra e il Portogallo trova il pareggio con Baldè che insacca di destro. Reagisce l’Italia, col solito carattere, ma non sono fortunate le conclusioni di D’Alessandro e Gabbiadini.
Il pareggio contro la Colombia (1-1; i sudamericani ospiteranno in agosto il Mondiale Under 20), complice anche la vittoria del Portogallo contro la Costa d’Avorio “solo” per 1-0, consente all’Italia di Ciro Ferrara di conquistare la semifinale del Torneo di Tolone. Gli Azzurrini passano come secondi del girone (prima la Colombia) per differenza reti proprio ai danni dei portoghesi. Un’Under che lotta, soffre, va in svantaggio dopo 18’, resta in dieci per più di un tempo e nella ripresa, grazie alla grinta e al carattere, agguanta il meritato pareggio con un rigore trasformato da Paloschi. Non è stata una partita facile per gli Azzurrini. Cambia ancora formazione Ferrara, il turn over con una gara ogni due giorni è d’obbligo.
Così contro la Colombia l’Under scende in campo con Viotti, Santon, Caldirola, Capuano, Crescenzi, Saponara, Soriano, Rossi, Borini, Destro, Paloschi. Confronto duro fin dall’avvio. Nei primi venti minuti ben quattro ammoniti per l’Italia, mentre entrambe le squadre non riescono a creare occasioni da gol. Ma al 18’ la Colombia passa in vantaggio con un sinistro da venti metri di Quinonez che si infila sotto il sette. Doccia fredda per gli Azzurrini, che ripartono in avanti, costretti ad inseguire. Avversari tosti e caparbi i colombiani che, dopo l’1-0, controllano il risultato tentando di mettere al sicuro il match in contropiede. Nel finale l’Under resta addirittura in dieci uomini per l’espulsione di Soriano dopo un fallo da dietro a centrocampo e Ferrara effettua il primo cambio, togliendo Destro e inserendo Marrone. Nella ripresa subito pericolosi gli Azzurrini con un sinistro a incrociare nell’area piccola di Borini, salvato sulla linea. Al 10’ compie un miracolo Viotti, andando a chiudere in uscita lo specchio della porta. Altre due sostituzioni per l’Italia: D’Alessandro al posto di Saponara e Misuraca per Paloschi. Proprio dai piedi di D’Alessandro parte l’azione del pareggio azzurro: punizione dalla tre quarti, mischia in area colombiana, l’arbitro non ha esitazioni a fischiare il rigore per fallo su Paloschi, che dal dischetto firma l’1-1. Pressing a tutto campo da parte della Colombia, ma il risultato non cambia. Diffidati, Crescenzi e Borini, più l’espulso Soriano, salteranno la semifinale di mercoledì prossimo.
8 giugno 2011 La giovane Italia si deve accontentare della finale per il terzo e quarto posto, dove incontrerà il Messico, sconfitto nell’altra semifinale dalla Colombia. La Nazionale di Ciro Ferrara esce sconfitta 1-0 dai novanta minuti contro la Francia, con tanto amaro in bocca. Dopo un primo tempo dominato senza problemi, ma dove non sono riusciti a concretizzare le occasioni create con Paloschi e Gabbiadini, gli Azzurrini hanno ceduto ad un’azione corale della Francia. Resta il cammino positivo dell’Under in questo Torneo di Tolone, ma anche nelle amichevoli che lo hanno preceduto, tutti test che sono serviti al tecnico per lavorare e costruire il gruppo che a settembre affronterà le qualificazioni europee. Formazione quasi obbligata per Ferrara che, oltre agli squalificati Crescenzi, Soriano e Borini, deve fare i conti con le precarie condizioni fisiche di Mori, sostituito ancora una volta da Capuano.
L’unica novità rispetto alle precedenti gare è l’inserimento dal primo minuto di D’Alessandro, schierato sulla destra al posto di Saponara. Under, dunque, con il solito 4-4-2 con Viotti in porta, Donati e il capitano Santon esterni difensivi, Caldirola e Capuano coppia centrale, a centrocampo D’Alessandro, Marrone, Rossi e Fabbrini, in attacco Paloschi e Gabbiadini. Subito in attacco l’Italia.
Al 4’ un lancio di Rossi a scavalcare la difesa trova Paloschi bene appostato in area che, a tu per tu con il portiere francese, scaglia un destro violento ma sfortunato, che si stampa sul palo. Due minuti dopo ancora un lancio lungo per Gabbiadini, che manda fuori di poco con un sinistro a incrociare. Partita vivace con numerosi cambi di fronte, con la squadra di Ferrara molto ben messa in campo e più intraprendente rispetto ai transalpini. Gli Azzurrini, infatti, vanno vicinissimi al gol in due circostanze e al tempo stesso non concedono nulla alla Francia che, alla fine del primo tempo, non conta neppure un tiro nella porta di Viotti. In avvio di ripresa più intraprendenti i francesi che al 6’ effettuato il loro primo tiro in porta con Monrose, che lascia partire un gran sinistro da fuori area che impegna Viotti alla deviazione in angolo. Al 22’ la Francia passa in vantaggio. Azione costruita sulla fascia sinistra, il cross teso in area piccola viene deviato in rete di testa da Monrose. Due sostituzioni da parte di Ferrara: al 14’ Saponaro al posto di Fabbrini e al 24’ Destro dà il cambio a D’Alessandro. Reagiscono gli Azzurrini, che al 26’ vanno vicini al pareggio con Paloschi, il cui tiro viene provvidenzialmente intercettato dall’avversario. L’Italia spinge sulle fasce, ma la Francia si chiude bene ed è pronta a ripartire in contropiede. Al 36’ Rossi angola un colpo di testa sul palo opposto, il pallone esce di poco fuori. Due minuti dopo sfortunata l’Under con Paloschi, che si fa ribattere il primo tiro dal portiere L’Hostis e calcia fuori il secondo con un solo difensore sulla linea di porta.
Prima del fischio finale il terzo cambio dell’Italia, dettato dall’infortunio al polso destro per Donati che lascia il campo a Mori.
FRANCIA - ITALIA 1-0
62' Joseph-Monrose
FRANCIA(4-4-2): Franck L'Hostis; Loïc Nego, Kalidou Koulibaly, Nicolas Isimat-Mirin, Frédéric Duplus; Abdoul-Wahid Sissoko, Fabien Jarsalé, Anthony Knockaert, Maxime Bourgeois (74' Yohann Court); Yannis Tafer (80' Adrien Trebel), Steven Joseph-Monrose.
A disposizione: Mathieu Gorgelin, Florentin Pogba, Mathieu Saunier, Loïc Damour, Damien Le Tallec, Nicolas Benezet, Andy Delort.
10 giugno 2011 Terzo posto per l’Italia al Torneo di Tolone. Un traguardo meritato al termine di un cammino che gli Azzurrini hanno condotto e portato a termine con orgoglio e carattere, con il piglio della squadra vera che Ferrara ha costruito con intelligenza in questi mesi di lavoro. Ripartendo dalla delusione per il mancato appuntamento con l’Europeo, il tecnico ha dato al gruppo un’impronta che trova riscontro sul piano del gioco, ma anche sotto l’aspetto psicologico: un’Italia unita, che sa lottare e che riesce a venire fuori nei momenti di difficoltà. Proprio come è accaduto oggi nella finale per il terzo e quarto posto contro il Messico: a decidere, dopo un primo tempo opaco e una ripresa in crescendo da parte della giovane Italia e con il risultato sull’1-1 al termine dei tempi regolamentari, sono stati i calci di rigore, dove gli Azzurrini hanno dimostrato lucidità e freddezza, nonostante le energie spese. 6-5 il risultato finale: un errore dal dischetto per l’Italia, due per il Messico. Ferrara festeggia una vittoria che va al di là del terzo posto. “E’ stato per noi un torneo molto positivo – commenta il tecnico – ci siamo comportati da squadra vera. L’unica cosa che abbiamo sbagliato è stato il primo tempo di oggi contro il Messico, per il resto ho ricevuto risposte importanti da tutti sul piano dell’impegno, dell’attaccamento alla maglia azzurra e anche sul piano del gioco. Per noi questo si è rivelato un appuntamento significativo: ci siamo presi le nostre soddisfazioni, sono riuscito a far giocare tutti i ragazzi, soprattutto abbiamo avuto l’opportunità di stare insieme quindici giorni, cosa fondamentale per me per conoscere meglio il gruppo e per i ragazzi stessi che hanno fatto esperienza e hanno migliorato la loro intesa in campo”. Con lo spirito giusto, l’Under si avvia ad aprire un nuovo capitolo in campo europeo; il 6 settembre, giorno dell’esordio contro l’Ungheria, Ferrara troverà una squadra più matura, un gruppo dove sarà più facile inserire nuovi arrivi se, come sottolinea lo stesso tecnico, “il campionato ci fornirà nuove e interessanti indicazioni”. Contro il Messico ancora un’Italia diversa rispetto alle precedenti: in porta esordisce Silvestri; riprende il posto da titolare Mori al centro della difesa con Capuano che si sposta sulla fascia sinistra; a centrocampo Misuraca preferito a Fabbrini e rientra Soriano, dopo la squalifica, in sostituzione di Rossi; cambio anche in attacco con Borini che rileva Paloschi e fa coppia con Gabbiadini. Al 6’ primo tiro per il Messico, che finisce di poco fuori. Risponde l’Italia al 9’ con una percussione centrale di Borini che impegna di destro il portiere Lopez. Ritmi bassi per entrambe le squadre: mentre gli Azzurrini cercano il gioco sulle fasce, per la verità senza la convinzione di altre volte, bravi sono gli avversari nelle triangolazioni strette con i tre attaccanti. Al 32’ il Messico passa in vantaggio: cross dalla destra di Ibanez, con Guarch bravo a ribadire in rete di piatto destro una conclusione di Pulido, respinta d’istinto da Silvestri. Cambio di fronte, appena un minuto dopo, con un cross di Crescenzi che Gabbiadini di testa spedisce alto. Nella ripresa subito due cambi per Ferrara: Destro per Gabbiadini e D’Alessandro per Misuraca. E arriva il pareggio azzurro: angolo di Soriano, pallone in area che, dopo un contrasto aereo, arriva a Destro che in girata firma l’1-1 al volo di sinistro. Gran gol.
E’ più intraprendente la Nazionale di Ferrara in questo secondo tempo, vicina al vantaggio prima con Destro – tiro respinto da un difensore – e poi con Borini – conclusione alta dal limite dell’area – e più pimpante rispetto ai primi 45’. Italia e Messico si affrontano a viso aperto, è una bella partita, dura, ma corretta e nel finale ricca di occasioni da entrambe le parti per la voglia di tutte e due le squadre di chiudere il match prima dei calci di rigore. Ma sono proprio i tiri dal dischetto a decidere. Cinque volte a bersaglio gli Azzurrini, con un solo penalty sbagliato da Paloschi, mentre per il Messico due errori e, dunque, quarto posto. A vincere il trofeo è stata invece la Colombia, che ha battuto i padroni di casa della Francia nella finalissima del torneo ai calci di rigore. I sudamericani hanno superato l'Under 21 dei Bleus per 4-2 al termine della lotteria dei rigori. I 90' regolamentari si erano chiusi sull'1-1. Francesi in gol al 6' della ripresa con Monrose. Il pari della Colombia di Zapata al 32'.
Ammoniti: 52’ Valencia (M) – 56’ Guarch (M) – 57’ Saponara (I) – 60’ Rivera (M) – 80’ Ibáñez (M) – 80’ D’Alessandro (I). Sequenza rigori: Destro (I) gol – De Buen (M) gol Caldirola (I) gol - Villalobos (M) gol Soriano (I) gol - Rivera (M) parato Saponara (I) gol – Reyes (M) gol Paloschi (I) fuori – Pulido (M) gol D’Alessandro (I) gol – Valencia (M) parato
4 agosto 2011 Parte la nuova stagione dell’Under 21 con l’amichevole del 10 agosto a Varese (ore 17) contro la Svizzera e con due novità: il difensore della Roma Simone Sini (classe 1992) ed il centrocampista del Crotone Alessandro Florenzi (classe 1991), oltre al ritorno di Federico Macheda. Due volti nuovi, dunque, tra i convocati di Ciro Ferrara in vista della prima gara che apre la strada verso le qualificazioni europee di settembre. I 23 giocatori convocati si raduneranno domenica sera a Varese e lunedì sosterranno una doppia seduta di lavoro presso lo stadio “F. Chinetti” di Solbiate Arno, mentre martedì 9 effettueranno la rifinitura nel pomeriggio sul terreno del campo di gara, lo stadio “F. Ossola”. Un test importante che detterà le prime indicazioni sulla squadra e sui singoli alla ripresa della preparazione a due mesi di distanza dall’ultimo impegno, il Torneo di Tolone disputato a giugno, dove gli Azzurrini hanno conquistato il terzo posto dopo aver battuto il Messico ai calci di rigore. La Nazionale Under 21 farà il suo esordio nelle qualificazioni europee a Szekesfehervar, una cittadina a circa 80 chilometri da Budapest, il 6 settembre contro l’Ungheria. E sarà un lungo cammino verso la fase finale in Israele.
13 agosto 2011
Un buon test per l’Under 21 di Ciro Ferrara, nel pareggio contro la Svizzera.
I gol di Drmic per gli elvetici e di Borini per l’Italia. Prima della gara minuto
di silenzio in memoria dell’ex portiere del Milan Andrea Pazzagli.
Sono al lavoro da ieri a Roma i ventidue Azzurrini convocati dal tecnico Ciro Ferrara per l’esordio della Nazionale Under 21 in campo europeo, in programma contro l’Ungheria martedì 6 settembre (ore 17) a Szekesfehervar. Nel gruppo base, sul quale l’allenatore sta lavorando da circa undici mesi, c’è una new entry: Luca Antei, classe 1992, difensore della Roma. Oggi si sono uniti ai compagni anche Colombi e D’Alessandro, reduci dalla gara disputata ieri tra Juve Stabia e Verona. La Nazionale di Ferrara svolgerà la preparazione a Roma fino a domenica quando, dopo l’allenamento del mattino, è prevista la partenza per l’Ungheria. A Rieti è in programma l’11 ottobre la seconda gara di qualificazione al Campionato Europeo Under 21 tra Italia e Turchia. L’incontro si svolgerà al “Centro d’Italia-Manlio Scopigno”.
UNDER 20 Francesco Rocca (San Vito Romano, 2 agosto 1954) Luigi Di Biagio (Roma, 3 giugno 1971)
20 aprile 2011
La Nazionale Under 20 di Francesco Rocca è stata sconfitta dalla Spagna 1-0 nell'amichevole disputata a Mantova. E' stato il preludio al prossimo incontro del torneo 'Quattro Nazioni' in programma a giugno contro la Polonia. Dopo un avvio di gara favorevole agli spagnoli, l'Italia ha progressivamente preso in mano l'iniziativa sfiorando il vantaggio al 30' con De Luca che centra la traversa con un colpo di testa su assist di Dumitru. Sette minuti più tardi è Gatto a impegnare il portiere spagnolo con un tiro dall'interno dell'area bloccato in due tempi. Un minuto prima dello scadere del primo tempo è ancora De Luca, ben lanciato da Insigne, a sfiorare il vantaggio con un bel diagonale in corsa che si spegne di poco a lato. Nella ripresa tante sostituzioni e squadre che si allungano lasciando inevitabilmente scoperte le difese con occasioni da una parte e dall'altra: per gli Azzurrini è prima Regini al 67' che va vicino alla marcatura sugli sviluppi di una discesa sulla sinistra conclusa con un tiro cross che sfiora il secondo palo, quindi Florenzi tira alto dal centro dell'area. Quando la partita sembrava avviata verso il pareggio, arriva la rete della Spagna a sei minuti dalla conclusione, con Cristian Tello Herrera che supera Silvestri.
ITALIA - SPAGNA 0-1
84' Tello
ITALIA (4-4-2): Silvestri; Grieco (46' Ugge), Regini [c], Alcibiade, De Paola (75' Rigione); Rigoni (46' Cortesi), Gatto (46' Tremolada), Taddei, Insigne (75' Zigoni); Dumitru (59' Florenzi), De Luca.
A disposizione: Caroppo, Molina.
Allenatore: Francesco Rocca.
SPAGNA (4-3-3):Álex Sánchez Benítez (46' Aitor Abarisketa); Albert Blázquez (59' Iñigo Martínez Berridi), Antonio Manuel Luna Rodríguez, Marc Bartra [c], Jordi Amat (46' Jorge Pulido); Recio, Kiko (46' Álvaro Vázquez García), Sergi Roberto Carnicer (67' Alex Alejandro Fernández Iglesias); Isco, Rodrigo Moreno Machado (57' Tello), Iker Muniain (57' Ezequiel Calvente).
A disposizione: -
Allenatore: Julen Lopetegui Argote.
Arbitro: Davide Massa (Italia) 4 giugno 2011
Chiusura in bellezza per la Nazionale Under 20. Gli Azzurrini hanno concluso la stagione con una bella e convincente vittoria (1-0) contro la Polonia nell’ultima gara del Torneo “Quattro Nazioni”. Stadio esaurito a Fontanafredda con 5000 spettatori che hanno festeggiato l’Italia con cori e applausi, dopo il minuto di silenzio osservato in memoria del Tenente Colonnello Cristiano Congiu, ufficiale dei Carabinieri in servizio presso l’Ambasciata Italiana a Kabul, caduto in un agguato nella parte Nord-orientale dell’Afghanistan. Cinque esordienti nella Nazionale di Francesco Rocca, che ha dominato l’incontro nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione di Aya al 35’ del primo tempo. Il gol del vantaggio è arrivato
al 32’; una prodezza del foggiano Insigne, che è poi andato vicino al raddoppio in altre due circostanze. Il trofeo va alla Germania.
Attaccanti: Chinellato (Reggiana), Dell’Agnello (Inter), De Vena (Napoli).
25 luglio 2011
E’ l’ex Azzurro Luigi Di Biagio il nuovo allenatore dell’Under 20.
Confermati Alberigo Evani, Daniele Zoratto e Antonio Rocca: su proposta del Club Italia, del presidente Demetrio Albertini e del coordinatore delle nazionali giovanili Arrigo Sacchi, la FIGC ha deciso i nuovi organici per la prossima stagione con l’accorpamento di alcune squadre giovanili per una migliore programmazione biennale. Evani, oltre alla 18 che allenava lo scorso anno, sarà alla guida dell’Under 19, mentre a Zoratto sono state affidate l’Under 17 e l’Under 16, infine Antonio Rocca allenerà l’Under 15. Under 19 e Under 17 saranno impegnate nei rispettivi Campionati Europei che prenderanno il via in autunno: gli Azzurrini di Evani giocheranno la prima fase di qualificazione dal 6 all'11 ottobre con Svezia (padrona di casa), Romania e Azerbaijan, quelli di Zoratto dal 12 al 17 Ottobre con Danimarca (padrona di casa), Austria e Cipro. Per quanto riguarda Francesco Rocca e Pasquale Salerno, che allenavano rispettivamente l’Under 20 e l’Under 17, sono stati confermati nello staff tecnico del Club Italia con nuovi incarichi: il primo osservatore della Nazionale A, il secondo dell’Under 21 di Ferrara. La novità, dunque, è l’ingresso nella famiglia della FIGC di Luigi Di Biagio che, con la maglia azzurra, ha esordito il 28 gennaio 1998, nella partita Italia-Slovacchia (3-0), collezionando 31 presenze e 2 gol. Ha fatto parte della Nazionale sotto le gestioni dei ct Cesare Maldini, Dino Zoff e Giovanni Trapattoni, partecipando al Mondiale 1998, all’Europeo 2000 e al Mondiale nippo coreano del 2002. Infine sul versante delle Nazionali Femminili, confermato alla guida della Nazionale A Pietro Ghedin, mentre Corrado Corradini, oltre all’Under 19, andrà con l’Under 20 ai Mondiali che si svolgeranno nel 2012
in Uzbekistan, ed Enrico Sbardella seguirà anche quest’anno
le Azzurrine dell’Under 17.
7/11 agosto 2011
La Nazionale Under 20 riparte dal neo allenatore Luigi Di Biagio e da Pinzolo dove, dal 7 all’11 Agosto, è in programma uno stage di quattro giorni in attesa che prenda il via la nuova stagione con gli impegni ufficiali. Ventisei Azzurrini sono stati convocati dal tecnico federale: l’inizio del raduno è previsto per domenica entro le ore 19:00, con l’eccezione dei giocatori impegnati nelle gare di Coppa Italia che raggiungeranno il ritito lunedì entro le ore 12.30.
Questo l’elenco dei convocati:
Portieri: Iacobucci (Fußball Club Südtirol-Alto Adige), Piscitelli (Milan), Tozzo (Sampdoria);
Difensori: Antei (Roma), Benedetti (Gubbio), De Sciglio (Milan),
Intanto a fine meseFrancesco Toldo, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, tornerà sul campo di calcio come allenatore-portieri per l'Under 20.
Torneo Quattro Nazioni: 1° settembre 2011, Montreux - Stade de Chailly SVIZZERA – ITALIA 3-2 5’ Longo (I) – 45+1’ Facchinetti (S) – 47’ Lang [r] (S) – 51’ Aratore (S) – 83’ Beretta (I)
SVIZZERA (4-4-2): Raphael Spiegel; Taulant Xhaka (75' Matteo Tosetti), Mickaël Facchinetti, Michael Lang, Frédéric Veseli; Mirko Facchinetti (46' Marco Aratore), Max Veloso (46' Loris Benito), Antonio Marchesano, Nico Siegrist (70' Loic Chatton); Alexandre Pasche, Remo Freuler (63' Simon Grether). Allenatore: Martin Trümpler. Arbitro: Felix Zwayer (Germania).
Comincia con una sconfitta l’avventura di Luigi Di Biagio sulla panchina
della Nazionale Under 20: gli Azzurrini infatti sono stati sconfitti per 3-2
dalla Svizzera nella gara d’esordio del Torneo “Quattro Nazioni” giocata a Montreux. Una prestazione tutto sommato positiva per l’Italia, protagonista di un buon primo tempo e capace di passare in vantaggio dopo cinque minuti di gioco con l’attaccante dell’Inter Longo, dopo il palo colpito da Insigne tre minuti prima. Subito il gol del pareggio svizzero di Mickaël Facchinetti nei minuti di recupero della prima frazione, gli Azzurrini nella ripresa subiscono il ritorno degli avversari che trovano il gol del vantaggio al 2’ su rigore realizzato da Michael Lang e quattro minuti dopo il terzo sigillo ad opera di Marco Aratore. Al 38’ del s.t. arriva la rete dell’attaccante dell’Ascoli Beretta per il 3-2 finale. Da segnalare una traversa colpita sempre da Insigne sul 3-1.
L’Under 20 ritornerà in campo il 7 settembre per affrontare fuori casa la Polonia (sconfitta in Germania 2-4) nella seconda gara del “Quattro Nazioni”. Ecco la lista dei convocati per il doppio impegno (De Vitis e Minotti disponibili solo con gli elvetici, mentre Favalli, Ardizzone, Bianchi e Spezzani si sono uniti al gruppo per la trasferta orientale):
Torneo Quattro Nazioni: 7 settembre 2011, Częstochowa
POLONIA – ITALIA 1-2
21’ e 52’ Pettinari (I) – 48’ Jakub Świerczok [r] (P)
Convincente vittoria esterna per l’Under 20 nella seconda gara del torneo “Quattro Nazioni”: nella partita giocata nel pomeriggio a Czestochowa, gli Azzurrini di Luigi Di Biagio si sono imposti per 2-1 sui padroni di casa della Polonia, grazie alla doppietta di Pettinari. Buona la prestazione dell’Italia che ha trovato il vantaggio al 21’ del primo tempo con tiro cross dell’attaccante del Crotone deviato involontariamente in rete da un difensore avversario.
Nella ripresa, dopo il pareggio su rigore della Polonia al 3’ con Swierczok, al 7’ arriva il raddoppio di Pettinari, bravo a superare con un tocco morbido il portiere in uscita. Prossimo appuntamento per l’Under 20 la sfida con la Germania fuori casa il prossimo 5 ottobre.
UNDER 19
Daniele Zoratto (Esch-sur-Alzette - LUX, 15 novembre 1961)
Alberigo Evani (Massa, 1° gennaio 1963)
15 aprile 2011
Doppia amichevole per la Nazionale Under 19.
Gli Azzurrini affronteranno Martedì 19 (ore 15:30)
e Giovedì 21(ore 11:00) a Praga la Repubblica Ceca.
Ventidue sono i giocatori convocati dal tecnico Zoratto,
che si raduneranno a Roma domenica entro le ore 19:00.
19 aprile 2011 REPUBBLICA CECA - ITALIA 2-3
7′ Camporese (I) - 14' De Vitis (I) - 32' Jirásek (R) -
51 Fadrny (R) - 78' Viviani (I)
ITALIA(4-3-3):Mattia Perin; Mattia De Sciglio, Simone Benedetti (46' Francesco Ardizzone), Michele Camporese (41' Paolo Rozzio), Cristiano Biraghi (46' Felice Natalino); Alessandro De Vitis, Nadir Minotti (46' Federico Viviani), Lorenzo Crisetig (46' Simone Sini); Federico Carraro (70' Marco Verratti), Simone Dell'Agnello (80' Samuele Longo), Pietro Iemmello.
21 aprile 2011 REPUBBLICA CECA - ITALIA 3-0 27' Jugas - 30' Lacha - 32' Tomas Prikryl
ITALIA(4-3-3):Mattia Perin (77' Andrea Tozzo); Luca Ghiringhelli (46' Mattia De Sciglio), Simone Benedetti, Michele Camporese (77' Felice Natalino), Simone Sini (35' Cristiano Biraghi); Alessandro De Vitis, Federico Viviani, Lorenzo Crisetig (35' Nadir Minotti); Marco Verratti, Simone Dell'Agnello (46' Alberto Libertazzi), Pietro Iemmello (46' Federico Carraro).
16 maggio 2011
E’ iniziata la preparazione per 23 Azzurrini in vista della seconda fase del Campionato Europeo Under 19, che si svolgerà dal 24 al 29 Maggio in Polonia. La Nazionale di Zoratto ha sostenuto oggi i primi due allenamenti presso il centro tecnico federale di Coverciano e Giovedì 19 effettuerà l’ultimo collaudo nell’amichevole contro la Macedonia a San Piero a Sieve (ore 16:30). Sabato 21, al termine dell’allenamento, il tecnico federale diramerà la lista dei 18 giocatori che partiranno per la Polonia. Ucraina, Polonia e Repubblica d’Irlanda sono le avversarie del girone per l’Italia, che esordirà martedì 24 contro i pari età ucraini; le altre due gare sono in programma il 26 Maggio (Italia-Polonia) e il 29 (Italia-Repubblica d’Irlanda). Gli Azzurrini hanno superato la prima fase a punteggio pieno, battendo la Lettonia 2-1, le Far Oer 3-0 e infine la Croazia 3-1.
ITALIA (4-3-3):Francesco Bardi (61’ Nicola Leali); Cristiano Piccini (46’ Mario Sampirisi), Simone Benedetti [c] (46’ Michele Camporese), Paolo Rozzio (74’ Luca Antei), Paolo Frascatore (4’ Cristiano Biraghi); Francesco Ardizzone (46’ Lorenzo Crisetig), Nadir Minotti (71' Luca Ghiringhelli), Federico Viviani (46' Andrea Romanò); Luca Umberto Pompilio, Giacomo Beretta (46' Stefano Beltrame), Simone Verdi (18’ Federico Carraro).
Allenatore: Daniele Zoratto.
MACEDONIA (4-4-2): Andreja Efremov; Bojan Gjorgievski, Hristijan Dragarski, Aleksandar Aleksovski (57’ Dino Najdoski), Ezgjan Alioski; Filip Timov (57' Tome Kitanovski), Darko Micevski (67' Ivan Ivanov), Vlatko Drobarov, Fahrudin Gjurgjevic (49' Filip Najdovski); Marko Simonovski (46' Filip Naumcevski), Stefan Ristovski [c] (67' George Nikovski).
A disposizione: Stole Dimitrievski.
Allenatore: Dragan Bocheski.
Arbitro: Gianluca Benassi (Italia)
23 maggio 2011
Inizia domani, con l’esordio contro l’Ucraina (ore 17:00), il cammino della Nazionale Under 19 nella seconda fase del Campionato Europeo di categoria. Gli Azzurrini hanno raggiunto ieri la Polonia e a Biesiekierz hanno ultimato questa mattina la preparazione. Diciotto sono i giocatori a disposizione del tecnico Zoratto: dopo la gara di domani, l’Italia affronterà gli altri due incontri del girone, il 26 Maggio la Polonia e il 29 la Repubblica d’Irlanda.
Beretta, El Shaarawy (74' Iemmello). A disposizione: Leali, Sini, Carraro, Romanò. Allenatore: Daniele Zoratto.
POLONIA (4-4-2): Filip Bednarek, Wojciech Lisowski, Mariusz Mikoda, Marcin Kaminski [c], Michal Czekaj; Wojciech Golla (84' Rafal Pietrzak), Damian Dabrowski (83' Piotr Zielinski), Michal Zyro, Łukasz Zejdler;
Bartosz Bereszynski (80'Bartlomiej Pawlowski), Pawel Wszolek. A disposizione: Jakub Szumski, Filip Modelski, Rafal Janicki,
Andrea Barberis (63' Simone Pecorini), Stefano Sturaro;
Francesco Margiotta (46' Giammario Piscitella), Moreno Beretta
(46' Simone Andrea Ganz), Stefano Beltrame (75' Amato Pietro Ciciretti).
A disposizione: Mirko Pigliacelli, Giacomo Biondi, Alberto Massacci,
Andrea Romanò, Leonardo Spinazzola.
Allenatore: Alberigo Evani.
RUSSIA (4-3-2-1): Vyacheslav Isupov (46' Egor Generalov);
Alim Dzhukkaev (83' Aleksandr Manyukov), Ivan Khomukha,
Ilia Kutepov, Ivan Solovjev; Mikhail Gorelishvili (63' Azret Omarov),
Nikolay Kalinskiy, Ravil Netfullin; Anatoly Zykov,
Aleksandr Iljin; Sergey Sipatov.
Allenatore: Dmitri Anatolievich Alenitchev
2 settembre 2011
L'Under 19 torna a radunarsi in occasione del doppio impegno amichevole contro la Francia, in programma Martedì 6 settembre a Caravaggio
(ore 18:00) e Giovedì 8 a Rodengo Saiano (ore 10:30). Un test di prestigio
per gli Azzurrini di Alberigo Evani per valutare lo stato di salute della squadra in vista del primo appuntamento ufficiale della stagione, la fase eliminatoria delle qualificazioni europee previste ad ottobre. Sono ventiquattro i convocati dal tecnico azzurro per la doppia amichevole contro i transalpini.
Gli Azzurrini si raduneranno domenica 4 Settembre a Misano di Gera D’Adda (BG), dove nel pomeriggio sosterranno la prima seduta di allenamento.
A disposizione: Maxime Dupe, Gaël Vena Diambu, Arthur Masuaku.
Allenatore: Pierre Mankowski.
Amichevole: 8 settembre 2011, Stadio Comunale di Rodengo Saiano (BS) ITALIA – FRANCIA 0-1 62’ Gouano ITALIA (4-2-3-1): Riccardo Piscitelli; Andrea Peverelli (65’ Stefano Sabelli), Matteo Bianchetti [c], Alessandro Orchi (86’ Giuseppe Prestia), Simone Pecorini (65’ Nazareno Belfasti); Stefano Sturaro (46’ Lorenzo Crisetig), Andrea Barberis; Riccardo Fiamozzi (71' Moreno Beretta), Amato Pietro Ciciretti (46' Gianluca Sampietro), Elio De Silvestro (46’ Gianluca Caprari); Stefano Beltrame (78' Giammario Piscitella). A disposizione: Nicola Leali, Stefano Chimini, Marco Chiosa, Simone Andrea Ganz. Allenatore: Alberigo Evani.
FRANCIA (4-3-3): Alphonse Aréola; Jérôme Phojo, Gaël Vena Diambu (46’ Prince-Désir Gouano), Samuel Umtiti, Lucas Digne; Axel Ngando, Paul Pogba [c], Abdoulaye Doucouré; Arthur Masuaku (55’ Alassane Plea), Anthony Koura, Jean-Christophe Bahebeck (80’ Thibaut Vion). A disposizione: Maxime Dupe, Dimitri Foulquier, Geoffrey Kondogbia, Jordan Veretout. Allenatore: Pierre Mankowski.
Ammoniti: 32’ Sturaro – 39’ Pecorini.